
(AGENPARL) – Roma, 12 marzo 2020 – La disinformazione sul coronavirus corre veloce sui social si sta diffondendo rapidamente come il virus, grazie ai soliti giocatori di parte.
Le autorità cinesi sostengono che il COVID -19 ha avuto probabilmente come origine un mercato di Wuhan dove la gente vendeva carne di pipistrello. Ma i media di propaganda iraniana e cinese vorrebbero far credere, senza prove, che l’emergente crisi della salute pubblica mondiale provenga da armi biologiche statunitensi.
La disinformazione sul coronavirus si sta diffondendo rapidamente come lo scoppio, alimentato da campagne sostenute dal governo iraniano e cinese che incolpano e attaccano gli Stati Uniti come fonte del flagello epidemiologico.
Una narrazione di tutti e due i Paesi è il concetto che gli Stati Uniti stanno armando la crisi per un guadagno politico e ne stanno quindi peggiorando la diffusione a livello globale. E’ chiaro l’obiettivo che è quello di spingere per ottenere sentimenti anti- statunitensi e anche per poter influenzare la campagna elettorale in atto negli USA
L’epidemia ha colpito duramente l’Iran, con 291 morti confermati e 8042 casi secondo i numeri odierni rilasciati dal governo iraniano. Funzionari del governo, tra cui circa il 10 per cento del parlamento iraniano e vari funzionari sanitari come il vice ministro della sanità Iraj Harirchi, si sono dimostrati positivi per il virus.
L’Iran ha spinto in modo molto aggressivo notizie false sul Coronavirus e più volte la televisione ha trasmesso la teoria che COVID -19 può essere stato prodotto negli USA come arma biologica, o che Israele e gli scienziati «sionisti» hanno usato l’epidemia come copertura per progettare un virus letale da diffondere nel mondo, e in particolare sull’Iran.
La fonte della prima affermazione: è un’intervista tra il teorico della cospirazione conduttore radiofonico Alex Jones e l’avvocato per i diritti umani Francis Boyle. L’intervista è stata condotta sul sito web Nature News, dove PressTV l’ha ripresa. Boyle nell’intervista afferma anche che gli Stati Uniti hanno sviluppato il virus SARS come arma biologica, citando un documento del 2015 condotto da ricercatori dell’Università del Nord Carolina a Chapel Hill che non afferma nulla, ma mostra solo un gruppo di coronovirus di pipistrello in grado di poter infettare l’uomo.
Un altro articolo del COVID -19-come- bio-arma di PressTV cita Philip Giraldi, un ex ufficiale della CIA e autore dello scritto della cospirazione per la Strategic Culture Foundation, sostenuta da Mosca. Volete sapere quali sono le prove di Giraldi secondo cui gli Stati Uniti, e non la Cina, sono la fonte del virus? La risposta è che ci sono alcune regioni della Cina con più pipistrelli di Wuhan, sostiene, ma in qualche modo quelle regioni hanno meno casi di COVID -19.
La Russia, nel frattempo, ha utilizzato la sua considerevole portata mediatica attraverso canali come RT per amplificare le dichiarazioni che escono dalla leadership iraniana. La scorsa settimana RT ha riferito che Hossein Salami, capo del Corpo della Guardia rivoluzionaria islamica, ha affermato che il virus era un’arma americana contro Iran e Cina.
Altri siti hanno anche avallato e ripreso varie versioni della teoria. Il senatore Tom Cotton, R-Ark., ha suggerito che il virus era il risultato di un programma di armi biologiche fuori dalla Cina, ma in seguito ha affermato che i suoi commenti erano mal interpretati. La scorsa settimana, Steve Bannon ha appoggiato Cotton, dicendo che il senatore ha solo chiesto alla Cina di essere più trasparente sull’origine del virus.
I media cinesi del Global Times hanno affermato che i media occidentali e i leader statunitensi lo stanno trattando ingiustamente e sostengono che la leadership politica degli Stati Uniti non è pronta ad affrontare la sfida del COVID-19 con la stessa forza della Cina. La maggior parte dei loro sforzi mediatici è andata a rassicurare il pubblico cinese sul fatto che le misure adottate dal governo sono state sufficienti. Ma alcuni informatori dall’interno della Cina contestano tale affermazione.
Queste storie sono esempi di quella che potrebbe essere una tendenza crescente di disinformazione attorno al COVID -19.
La permanente disinformazione creerà assolutamente false narrazioni sull’epidemia del Coronavirus. La produzione di disinformazione sarà costante e sarà più raffinata nel medio e nel lungo periodo.
Le Nazioni che hanno interesse come Iran e Cina useranno false notizie per sostenere alcune narrazioni ad hoc sull’epidemia che sviluppano o amplificano la pseudoscienza e che stanno rivedendo la storia sull’origine del coronavirus e sulla sua diffusione.
I social media ci stanno provando, a separare la disinformazione dalle informazioni veritiere sull’epidemia. Sta a noi utenti dei social media segnalare continuamente l’assurdità che leggiamo sul Coronavirus.