(AGENPARL) - Roma, 6 Marzo 2020 - REGGIO CALABRIA “Il grido d’allarme lanciato oggi da Filippo Anelli, presidente della Federazione nazionale degli ordini dei medici, conferma in pieno le preoccupazioni che stiamo manifestando da settimane: il Sud è l’anello debole della catena sanitaria nazionale e la Calabria si trova nella situazione meno preparata ad accogliere e gestire l’eventualità che i numeri del contagio, finora fortunatamente ridotti alle nostre latitudini, possano aumentare in maniera consistente”. È quanto dichiara il consigliere regionale Pd Mimmo Bevacqua. “Di certo – aggiunge – non sono in grado di tranquillizzarci le affermazioni del d.g. del Dipartimento Salute regionale, in ordine alla disponibilità dei posti di terapia intensiva, di pneumologia e di malattie infettive: i numeri di Belcastro non tengono conto del fatto che i posti indicati risultano in gran parte occupati per le degenze del tempo ordinario e non prendono in alcuna considerazione la evidente necessità di trovarsi pronti in una situazione emergenziale. A ciò si aggiunga che il Decreto del Commissario Cotticelli del 26 febbraio scorso, contenente il nuovo Piano Operativo per la sanità calabrese, non ritiene di dovere neppure prendere in considerazione un problema epidemiologico che sta allarmando il mondo intero. Il quadro che emerge è allora chiaro: dopo dieci anni di tagli indiscriminati imposti a strutture e reparti, la Calabria non può essere pronta al coronavirus e ha bisogno urgente di rafforzare almeno i presidi di prima linea”. “Non è questione di toni apocalittici – prosegue – ma di buon senso e razionale prevenzione. Ecco perché, in attesa degli interventi specifici nazionali legate al DPCM, rinnovo l’appello alla presidente Santelli di attivarsi attraverso ordinanze proprie per l’acquisto delle attrezzature necessarie e l’ampliamento e potenziamento dei posti letto. Altre regioni si stanno già muovendo in questo senso”. “Nominare i delegati all’emergenza – conclude – senza che ci siano le condizioni reali minime per gestire un’emergenza, assume la parvenza di un mero atto formale. Se ce n’è bisogno, piuttosto, la Presidente chieda la sospensione dei vincoli imposti dal commissariamento: sono certo che tutto il consiglio regionale sarà pronto a sostenere una tale richiesta. Le ragioni della salute pubblica vengono prima di tutto”. ?
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