(AGENPARL) - Roma, 9 Settembre 2019 - CATANZARO “Si denunciano e si accusano tra di loro, invocano le manette e pretenderebbero di governare assieme la Calabria. All’indecenza non c’è mai limite. Basta dare un’occhiata alla rassegna stampa di questi anni, segnatamente dell’ultimo, per capire quanti colpi bassi i Cinquestelle hanno assestato al Pd, perseguendo la distruzione per via giudiziaria dell’avversario-belzebù”. Così il consigliere regionale di Fi Mimmo Tallini.
“Basterebbe ricordare – prosegue – che la senatrice pentastellata Bianca Laura Granato, famosa per le sue performance televisive durante la campagna elettorale per il sindaco di Catanzaro, si è ufficialmente vantata di avere denunciato alla procura della Repubblica di Catanzaro il presidente Oliverio per la sua partecipazione al festival di Spoleto. O, ancora, che il 7 maggio scorso un profilo facebook dei Cinquestelle si scagliava contro il Pd calabrese e il governatore Oliverio definito il “referente politico istituzionale” di un’associazione per delinquere.
E ancora che tre parlamentari del Movimento Cinquestelle, Alessandro Melicchio di Cosenza, Riccardo Tucci di Vibo Valentia (entrambi deputati) e Bianca Laura Granato di Catanzaro (senatrice) hanno presentato una istanza indirizzata al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, al ministro per gli Affari regionali, Erika Stefani, al ministro dell’Interno, Matteo Salvini, e al prefetto di Catanzaro, Francesca Ferrandino, con cui in sostanza chiedevano la sospensione dalla carica di presidente della giunta regionale della Calabria per Mario Oliverio ai sensi del decreto legislativo 235/2012 (uno dei decreti attuativi della legge Severino)”.
“E infine – dice ancora Tallini – che il deputato cinquestelle Francesco Sapia ha attribuito a Oliverio, e quindi al Pd calabrese e cosentino, la responsabilità politica su un caso di interessi per acquisti sanitari all’Asp di Cosenza, dove sono maturati interessi per oltre due milioni di euro. Secondo Sapia, questo «scandalo a cielo aperto” è riconducibile alle scelte politiche del governatore Oliverio. Ora il “cannibale” Ernesto Magorno, teorico dell’accordo Pd-Cinquestelle in Calabria, si affretterà a dire che i grillini non ce l’avevano con il Pd, ma solo con Oliverio, che Oliverio non li rappresenta più, che ha fatto tutto da solo, che il partito non ne sapeva niente, etc etc».
«La facciano pure questa incestuosa alleanza. Se a Roma ci sono riusciti – conclude Tallini – perché è stato un ribaltone parlamentare per evitare le elezioni e la vittoria del centrodestra, in Calabria hanno fatto malissimo i conti. Qui conterà il giudizio degli elettori a cui puntualmente ricorderemo che per anni Cinquestelle e Pd hanno cercato di farsi arrestare a vicenda. Una bella compagnia, non c’è che dire”.
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