Autore: Floriana Cutini

Le tre risposte affrontano i principali nodi che impediscono alla Libia di uscire dalla crisi: il rapporto tra responsabilità nazionale e intervento internazionale, l’unificazione del bilancio e delle risorse, e la ricostruzione delle istituzioni di sicurezza con il ritiro delle forze straniere. L’idea centrale è che la stabilità possa arrivare solo restituendo ai libici la capacità di decidere, garantendo trasparenza nella gestione del denaro pubblico e ricostruendo un apparato di sicurezza professionale e unificato. In questa visione, il sostegno internazionale è utile, ma deve accompagnare — non sostituire — la sovranità dello Stato libico. Domanda. Il ruolo degli Stati Uniti,…

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Il progetto dell’oleodotto Tobruk–Alessandria apre una questione che va ben oltre la costruzione di una nuova infrastruttura per l’esportazione del petrolio. In gioco ci sono la sovranità della Libia sulle proprie risorse, i rapporti strategici con l’Egitto, il ruolo dell’Italia e dell’Unione Europea, la capacità del Paese di sviluppare una propria industria energetica e, soprattutto, la possibilità di assumere decisioni destinate a produrre conseguenze economiche e geopolitiche per diversi decenni. Per Mohamed Al-Mazoughi, il punto di partenza è politico: prima delle grandi decisioni strategiche occorre ricostruire l’unità dello Stato. Nessuna infrastruttura di questa portata, sostiene, dovrebbe essere valutata separatamente dalla…

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Stati Uniti e Regno Unito hanno ribadito al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite il loro sostegno al processo politico in Libia e agli sforzi della missione ONU, indicando nell’unificazione delle istituzioni, nel bilancio nazionale, nella cooperazione militare e nel rilancio del percorso politico alcuni dei passaggi decisivi per superare la lunga fase di divisione del Paese. Nel corso della sessione del Consiglio di Sicurezza dedicata alla situazione libica, le rappresentanti di Washington e Londra hanno affrontato, da prospettive complementari, le principali questioni politiche, economiche e di sicurezza. Al centro degli interventi è emersa soprattutto la necessità di trasformare gli…

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Il rappresentante della Francia presso il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha ribadito il sostegno di Parigi agli sforzi dell’inviata ONU in Libia, Hanna Tetteh, esortando tutti gli attori libici a cogliere l’opportunità offerta dal processo politico e a impegnarsi concretamente per costruire un Paese stabile, sovrano e unito. Intervenendo martedì durante una sessione del Consiglio di Sicurezza dedicata alla situazione in Libia, il delegato francese ha sottolineato che l’unità del Paese rappresenta un prerequisito fondamentale per raggiungere la stabilità e affrontare le persistenti minacce alla sicurezza. Preoccupazione per la fragile situazione della sicurezza Secondo il rappresentante francese, la…

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La Rappresentante speciale del Segretario generale delle Nazioni Unite in Libia, Hanna Tetteh, ha denunciato la deviazione del carburante sovvenzionato, definendola «un uso inaccettabile delle risorse pubbliche». Ha inoltre chiesto che i responsabili siano indagati e chiamati a rispondere delle proprie azioni, sottolineando che i cittadini libici non devono pagare il prezzo di tali pratiche. Nel corso del suo briefing al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite sulla situazione in Libia, Tetteh ha richiamato l’attenzione sulle gravi interruzioni di corrente che hanno interessato vaste aree del Paese, lasciando centinaia di migliaia di persone senza elettricità e, in diversi casi, senza…

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La Libia si trova ancora una volta davanti a un passaggio decisivo della propria storia recente. Dopo anni segnati da governi transitori, istituzioni divise, fragili equilibri politici e dall’influenza di interessi stranieri, la questione centrale non è più soltanto come gestire la crisi, ma come ricostruire uno Stato unitario, sovrano e capace di restituire ai libici la possibilità di decidere il proprio futuro. In questo scenario si inserisce la visione di Mohamed Al-Mazoughi, che indica nella soluzione “libica-libica” il punto di partenza per superare definitivamente la lunga stagione della transizione. La sua proposta ruota attorno alla costituzione di un nuovo…

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La National Oil Corporation (NOC), presso la sua sede centrale a Tripoli, ha discusso la riunione tecnica e finanziaria del 2026 dedicata alle operazioni petrolifere di Akakus, esaminando i risultati operativi e finanziari e proponendo piani strategici per il periodo a venire.I partecipanti hanno elogiato i team dell’azienda per la tempestività della risposta e l’efficacia delle misure adottate per domare l’incendio divampato lo scorso marzo sulla principale conduttura di esportazione da 30 pollici, garantendo la sicurezza operativa e la continuità delle esportazioni.La riunione ha affrontato anche le prestazioni operative del giacimento di Sharara, che ha registrato livelli di produzione eccezionali,…

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La crescita vertiginosa dell’intelligenza artificiale sta trasformando l’energia in una delle risorse strategiche più importanti dell’economia digitale. Data center sempre più grandi, cluster di GPU e infrastrutture dedicate all’addestramento e all’esecuzione dei modelli di IA richiedono quantità enormi di elettricità, mettendo sotto pressione reti che in molte aree degli Stati Uniti sono già congestionate. In questo scenario, le grandi aziende tecnologiche stanno guardando con crescente interesse alle celle a combustibile, considerate una possibile soluzione per produrre elettricità direttamente nei pressi dei data center, riducendo la dipendenza dalla rete e soprattutto abbreviando i tempi necessari per mettere in funzione nuova capacità…

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La produzione mondiale di energia nucleare ha raggiunto nel 2025 un nuovo massimo storico, ma dietro il record globale si nasconde una trasformazione molto più profonda: la crescita dell’ultimo decennio è stata trainata quasi interamente dalla Cina. Tra il 2015 e il 2025 Pechino ha quasi triplicato la propria produzione nucleare, passando da circa 171 a 485 terawattora (TWh). Un incremento di circa 314 TWh, superiore all’intero aumento netto registrato nello stesso periodo a livello mondiale. Il dato è particolarmente significativo perché mostra due realtà apparentemente contraddittorie. Da una parte, il nucleare mondiale produce oggi più elettricità che in qualsiasi…

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Gli Stati Uniti sono ancora il maggiore produttore mondiale di energia nucleare, ma dietro la forza del loro parco di reattori si nasconde una vulnerabilità strategica: soltanto il 7% dell’uranio utilizzato nel combustibile nucleare statunitense proviene da fonti nazionali, mentre il restante 93% dipende dai mercati esteri. Una situazione che assume un peso crescente mentre Washington punta a rilanciare l’industria nucleare, costruire reattori di nuova generazione e rafforzare la propria sicurezza energetica. La questione non riguarda soltanto l’estrazione dell’uranio: anche alcune delle fasi più delicate della catena del combustibile, a cominciare dalla conversione e dall’arricchimento, sono concentrate in un numero…

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