COSENZA L’inchiesta, coordinata dalla Procura di Paola (CS), ha messo a fuoco diversi appalti pubblici che si sono svolti nei comuni dell’Alto Tirreno cosentino. Secondo l’accusa, il gruppo composto da professionisti, amministratori pubblici e tecnici comunali avrebbe turbato aste pubbliche favorendo ‘aziende amiche’ nell’aggiudicazione degli appalti. A finire nella lista degli indagati Luigi Cristofaro, Francesco Arcuri, Antonio Del Vecchio, Giuseppe Del Vecchio, Maria Grazia Melega, Francesco Esposito, Paola Di Stio, Vincenzo Cristofaro, Silvano Cairo, Giuseppe D’Alessandro, Giuseppe Marsico, Marco Liporace, Giampietro D’Alessandro, Maria Petrone, Vincenzo Donato Rosa, Raffaele Grosso Ciponte, Giuseppe Caroprese, Gianfranco Amodeo. (News&Com)
Autore: Redazione Calabria
VIBO VALENTIA Emmanuele, accortosi della presenza dei carabinieri, ha tentato di darsi a precipitosa fuga attraverso una via d’emergenza già predisposta in precedenza: di fatto, ha cercato di scappare sui tetti delle abitazioni adiacenti ma, dopo un prolungato inseguimento, è stato bloccato dai militari operanti. Nell’immediatezza, inoltre, è giunto sul posto anche suo fratello, Salvatore Emmanuele, che, al fine di agevolare la fuga del proprio congiunto, si è scagliato contro i carabinieri. Anche quest’ultimo, però, è stato immobilizzato e tratto in arresto per resistenza a pubblico ufficiale e per la violazione delle prescrizioni imposte dalla sorveglianza speciale, alla quale è…
VIBO VALENTIA Nella notte odierna tra martedì e mercoledì, i militari della Compagnia Carabinieri di Serra San Bruno (VV), unitamente al Nucleo Investigativo di Vibo Valentia e a quelli dello Squadrone Eliportato Cacciatori carabinieri ‘Calabria’, hanno scovato il latitante Giovanni Emmanuele, 33 anni, irreperibile dal 23 novembre 2020 in seguito a un ordine di carcerazione emesso dalla Procura della Repubblica di Vibo Valentia, e firmato dal Procuratore Camillo Falvo. Emmanuele deve espiare una pena detentiva di anni 7 mesi e 8 di reclusione per il reato di spaccio e detenzione di sostanza stupefacente nell’ambito dell’operazione di polizia ‘Ghost’. Il latitante…
COSENZA “È vero, la Calabria è piena di contraddizioni e criticità – ha puntualizzato – ma, da tempo, ha iniziato un cammino per superare insidie e ostacoli , primi fra tutti ’ndrangheta e malaffare. La Calabria è una terra di uomini e donne che hanno capacità, competenza, intelligenza e tenacia per operare fattivamente per il riscatto delle proprie comunità”. “Bisogna, però, mettere a loro disposizione – ha concluso il senatore di Italia Viva – le risorse e gli strumenti necessari. Il Recovery Plan deve fare anche questo e io lavorerò e mi batterò affinché tutto non resti un sogno ma…
COSENZA “In questo momento storico non sono possibili mediazioni di nessun tipo – ha sottolineato il senatore – non sono ammissibili indugi, non sono sopportabili diserzioni, non sono accettabili tentennamenti, non sono tollerabili furbizie, non sono concepibili interessi personali o politici. La Calabria deve essere rappresentata, tutelata e difesa oltre ogni limite”. “È inutile – ha continuato Magorno – scandalizzarsi di fronte alle affermazioni di Corrado Augias su una Calabria condannata all’emarginazione, se poi alle parole non seguono azioni concrete e mirate a colmare gli atavici deficit di questa Regione. Nelle scorse settimane, ho votato contro il decreto Calabria e…
COSENZA “La Calabria ancora una volta viene dimenticata e il Recovery Plan che avrebbe dovuto rappresentare un’importante svolta per questa Regione, di fatto la ignora, allontanandola sempre di più dal resto del Paese”. Così il senatore di Italia Viva Ernesto Magorno è intervenuto oggi nell’aula del Senato. “Molti sindaci calabresi – ha aggiunto – in questi giorni, dalle loro trincee, hanno fatto sentire la propria voce di protesta, evidenziando il rischio reale che, anche in questa occasione, unica e irripetibile, vengano mortificati i diritti e le aspettative dei cittadini. Il Comitato Direttivo dell’Anci-Calabria, all’unanimità ha ribadito le problematiche, le omissioni,…
COSENZA Una loggia coperta e i condizionamenti sulle gare d’appalto. Il canovaccio si sarebbe dipanato nell’Alto Tirreno Cosentino, e in particolare a Scalea, con propaggini in Basilicata. È l’ipotesi di un’inchiesta della Procura di Paola, guidata da Pierpaolo Bruni. Gli uffici giudiziari indagano sull’esistenza di un sistema che avrebbe gestito commesse dirottandole verso un “cartello” di imprese. Le persone indagate per associazione a delinquere finalizzata alla turbativa d’asta sono 18. A tre degli indagati viene contestata la violazione della Legge Anselmi, che vieta la costituzione delle logge massoniche coperte. Al gruppo apparterrebbero alcuni consiglieri comunali di Belvedere. (News&Com)
COSENZA “Desidero ringraziare il presidente Spirlì per questa visita, che dimostra sensibilità istituzionale. C’è bisogno di una nuova sede per il 118 e, assieme al commissario regionale Guido Longo, ci impegneremo per reperirla”, ha assicurato l’assessore Orsomarso. Durante la visita, a Spirli e Orsomarso sono state donate mascherine personalizzate del 118. La Protezione civile regionale, guidata da Fortunato Varone, è intervenuta nelle zone maggiormente interessate dagli eventi idrogeologici che nelle ultime ore hanno interessato la Calabria e, in particolar modo, la provincia di Cosenza. (News&Com)
COSENZA “Siamo qui per rendere omaggio alle donne e agli uomini del 118, che sono la spina dorsale del nostro sistema sanitario e che, in questi tempi di pandemia, stanno svolgendo un lavoro ancora più importante”. Lo ha detto il presidente della Regione, Nino Spirlì, in visita – assieme all’assessore al Lavoro e allo Sviluppo economico, Fausto Orsomarso – alla centrale operativa del 118 di Cosenza, allocata a Serra Spiga. Spirli e Orsomarso sono stati accolti dal commissario straordinario dell’Asp di Cosenza, Vincenzo La Regina e dai responsabili dei 118. “Dovevamo essere qui con la presidente Santelli, che non è…
COSENZA Sulla base delle risultanze testimoniali acquisite dai carabinieri, nonché dei referti medici rilasciati dall’ospedale e dei file audio contenenti le minacce dell’uomo verso le due vittime, sottoposti a sequestrato penale dagli inquirenti e che delineavano un quadro di inaudita violenza, il Gip riteneva soddisfatte le esigenze cautelari con l’applicazione della misura detentiva in carcere, attesa la gravità dei fatti e della personalità dell’indagato […] che potrebbe reiterare le medesime condotte criminose, peraltro poste in essere nel giro di pochi giorni, col rischio di addivenire ad esiti irreparabili. (News&Com)