(AGENPARL) - Roma, 15 Giugno 2020 - La vicenda del Parco Acquatico di Rende è allucinante. Concepito nel 2006 dai socialisti riformisti è stato inserito nel POR 2007/2013 e finanziato per 15 mln di €, poi diventati 18, con il programma PISU Cosenza-Rende, antenato dell’attuale Agenda Urbana. Successivamente, le amministrazioni riformiste hanno progettato ed appaltato l’opera. L’avv. Manna ha, quindi, trovato i lavori di realizzazione del Parco in un’avanzata fase di esecuzione e si è affrettato ad aprire la struttura, peraltro incompleta, in campagna elettorale per lucrare un immeritato beneficio. Da questo comportamento trae origine l’attuale stato di crisi del Parco. Per ragioni elettorali si è proceduto a predisporre un bando di gara con un meccanismo che consente, anche ad imprenditori improvvisati, di concorrere e vincere, con l’avallo, per i requisiti richiesti e mancanti al proponente, di soggetti che, ultimate le procedure, scappano, lasciando sul campo l’imprenditore locale, spesso privo dei mezzi finanziari ed organizzativi occorrenti per gestire una struttura complessa. Era inevitabile, quindi, che si verificassero inefficienze e la mancata apertura del centro estetico, della palestra, della piscina coperta, del ristorante e del lago navigabile. Il gestore si è limitato ad utilizzare nei mesi estivi il lago balneabile alla meno peggio, senza però pagare dipendenti, fornitori e le bollette elettriche, quest’ultime colpevolmente pagate dal comune, mentre per convenzione ciò spettava al gestore. Volendo sintetizzare, l’Amministrazione Manna ha mostrato tutti i suoi limiti, evidenziando pressappochismo, superficialità, mancanza di visione, incapacità di selezionare un soggetto adeguato alla bisogna e di controllare il modo di operare del concessionario. La fregola elettorale, per infilare qualche dipendente precario, per soddisfare qualche grande elettore ben conosciuto in città, ha prodotto questo disastro. Una grande opera, una struttura suscettibile di dare lavoro a centinaia di giovani, di stimolare l’arrivo a Rende di tanti turisti e di dare ai rendesi, ed ai cittadini dell’area urbana, la possibilità di trascorrere, senza allontanarsi da casa, qualche ora di sano svago con i propri bambini; tutto ciò è stato bruciato da Manna e dai suoi. Il Parco Acquatico Santa Chiara va’ salvato. A chiunque spetta, intervenga! Noi faremo la nostra parte. Infine, ribadiamo la nostra solidarietà alla giornalista Crispo, a cui va’ dato il merito di aver sollevato una questione che, inascoltati, stiamo segnalando da più tempo. (News&Com)
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