(AGENPARL) - Roma, 14 Giugno 2022 - (AGENPARL) – mar 14 giugno 2022 Brindisi. Flai Cgil con i lavoratori esclusi dall’accoglienza perché con meno di 6mila euro l’anno si è “ricchi”
Decine di richiedenti asilo espulsi dalle strutture di accoglienza,”colpevoli” di aver guadagnato 5983,84 euro nel 2021. Succede anche questo, nelle pieghe di una burocrazia che letteralmente non fa prigionieri. Se l’importo del reddito da lavoro è pari a quello dell’assegno sociale, il richiedente asilo ospite di un CAS non ha più diritto all’accoglienza. “Quasi inutile dire che, in un distretto agricolo importante come quello di Brindisi, questo significa incentivare il lavoro nero, consegnare lavoratrici e lavoratori nelle mani di caporali senza scrupoli, aumentare all’inverosimile gli ospiti dei ghetti o degli accampamenti rurali informali, che invece andrebbero svuotati come la Flai- Cgil chiede ormai da tantissimo tempo”, sottolinea Gabrio Toraldo. Prima di tornare in Prefettura e sedere al tavolo permanente per il contrasto allo sfruttamento, il sindacalista della Flai racconta con soddisfazione della riammissione di cinque ragazzi espulsi dal centro di Fasano: “La misura è stata annullata dal Prefetto – spiega – ma il problema rimane – aggiunge subito – molti altri lavoratori si stanno rivolgendo a noi per paura di ricevere la stessa ingiunzione ed essere a loro volta cacciati dal centro di accoglienza. Tutto questo in una situazione di drammatica emergenza abitativa, per far fronte alla quale sono stati già stanziati dei fondi”.“L’esclusione dall’accoglienza – sottolinea Jean René Bilongo, responsabile dipartimento politiche dell’immigrazione e di inclusione – non può e non deve avvenire in automatico in presenza di un reddito complessivo che sorpassi l’importo sociale, la direttiva 33/2014 al riguardo è chiara. La revoca delle misure di accoglienza è l’estrema ratio, e si dovrebbe applicare in casi eccezionali e debitamente motivati. La rigida interpretazione prefettizia che deriva dal decreto legislativo di recepimento della direttiva UE pregiudica l’‘ecosistema di tutele sociali’ previste per i richiedenti asilo. Siamo al paradosso, soggetti vulnerabili cacciati dalle strutture a loro dedicate perché ritenuti‘ricchi’con meno di 6mila euro di reddito, che fra l’altro si riferisce all’anno precedente. Certo, dovrebbero impugnare l’ingiunzione prefettizia di sfratto al Tar. Purtroppo, però non hanno soldi per pagarsi un avvocato, tantomeno il tempo per aspettare l’iter del ricorso. Con un’interpretazione eccessivamente rigida della legge si consegnano lavoratori nelle mani dei caporali, relegandoli in ghetti, ai margini della società”.
14 giugno 2022
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