(AGENPARL) - Roma, 6 Novembre 2026 - “Nel luglio 2021 l’allora presidente del Consiglio Mario Draghi, in una conferenza stampa, presentò l’introduzione del Green Pass asserendo che il vaccino avrebbe dato garanzia alle persone di incontrarsi senza contagiarsi vicendevolmente con il virus del Covid. È ormai noto che gli studi già allora disponibili, al contrario di quanto affermava l’allora premier Draghi, dimostravano che il vaccino anti-Covid non impediva la trasmissione. Pertanto ciò che ha detto Draghi era falso. Eppure oggi, audito in commissione Covid, colui che a quel tempo ricopriva il ruolo di ministro della Salute, Roberto Speranza, ha provato ad arrampicarsi sugli specchi sostenendo che Draghi con quelle parole volesse solo invogliare gli italiani a farsi il vaccino. Ebbene, ritengo che dare informazioni inesatte non sia mai il viatico adeguato per convincere le persone a compiere una scelta sanitaria, anzi è pericoloso perché può ingenerare un’aspettativa di falsa protezione. La tanto sbandierata trasparenza, per la sinistra, è evidentemente un feticcio che non trova alcun riscontro nella realtà delle loro azioni politiche. Ricordo inoltre che i vaccini erano stati sperimentati su una variante del virus precedente a quella in circolazione quando è partita la campagna vaccinale, pertanto avevano un’efficacia inferiore a quella che veniva presentata. Ma nel corso dell’audizione odierna è emerso anche un altro aspetto a mio avviso molto grave: di fronte a una mia precisa domanda, Speranza ha confermato che non fu attuato alcun piano di vigilanza attiva sugli effetti avversi dei vaccini. Il governo Conte II non aveva interesse a conoscere le conseguenze di una vaccinazione di massa sulla salute dei cittadini italiani?”.
Così in una nota il deputato di Fratelli d’Italia Francesco Ciancitto, vice-presidente della commissione Covid.