(AGENPARL) - Roma, 3 Novembre 2026 - Direttore Responsabile: Laura Sutto
La sintesi della conferenza stampa tenuta questa mattina dal presidente Paolo Pagliaro con i consiglieri del Gruppo Fratelli d'Italia Tonia Spina, Dino Basile, Luigi Caroli, Giannicola De Leonardis, Andrea Ferri, Nicola Gatta, Renato Perrini, Tommaso Scatigna, Antonio Scianaro, Giampaolo Vietri, alla quale ha partecipato anche l'on. Mariangela Matera. Presenti, di propria iniziativa, anche i rappresentanti dei malati oncologici pugliesi, Francesco Diomede e Sara Elettra Petrassi
"Non basta un'istruttoria affidata al Dipartimento Salute. Di fronte allo scandalo che ha travolto il direttore generale dell'Istituto Tumori di Bari, Tommaso Stallone, per Fratelli d'Italia c'è una sola strada: dimissioni. Volontarie, o imposte. È quello che chiediamo al presidente Antonio Decaro – che l'ha personalmente scelto e nominato a giugno scorso, nonostante Stallone fosse stato rimosso ad aprile 2025 dal ruolo di dg all'IRCCS di Castellana Grotte dall'allora governatore Emiliano. Un atto dovuto, le dimissioni, a tutela dell'Oncologico barese, dei medici che ci lavorano con abnegazione, dei pazienti e della Regione stessa.
Fin dall'inizio, come cittadini ancora prima che come politici, abbiamo seguito l'inchiesta del blogger Antonio Loconte sulla presunta incompatibilità di Stallone con l'incarico ricevuto. E non solo. L'inchiesta lanciava sospetti anche sul trasferimento, in comando, della moglie di Stallone, dall'IRCCS De Bellis al Dipartimento Salute della Regione. Per scelta, non siamo intervenuti per non strumentalizzare. Ieri lo abbiamo fatto, convocando una conferenza stampa, dopo l'intervento soft del presidente Decaro, che ha scaricato la patata bollente sul Dipartimento Salute, investendolo di poteri inquirenti che competono alla magistratura. L'accusa di aver dato denaro – 5.500 euro in tre bonifici istantanei – in cambio del presunto silenzio del blogger, dovrà essere sicuramente accertata. Ma, di fronte ai video pubblicati e alla gravità del sistema di clientele e potere che scoperchiano, e che coinvolge a cascata altri dirigenti e imprenditori pugliesi, il direttore generale avrebbe dovuto fare un passo indietro immediato per avere piena libertà di difendersi dalle accuse. Ma, visto che non l'ha fatto, ci saremmo aspettati che fosse Decaro a rimuoverlo.
Lo scandalo – lo ribadiamo – fa emergere un vero e proprio sistema che noi denunciamo da tempo nella sanità pubblica pugliese: scambi di favori, clientelismo, amici degli amici, sprechi.
Il presidente Decaro aveva giurato discontinuità, ma già quando – a giugno scorso – nominò i nuovi direttori generali delle ASL, noi parlammo di un'operazione di facciata: un giro di valzer, poltrone fatte ruotare non in base al merito ma secondo logiche clientelari e di fedeltà politica. Una spartizione geometrica del potere, un gioco delle tre carte. I conti della sanità pugliese sono sprofondati in una voragine di 369 milioni di euro nel 2025, e per questo abbiamo chiesto di far luce con una Commissione d'Inchiesta, ma il presidente Decaro e la sua maggioranza continuano a fare orecchio da mercante. Così come oggi abbiamo ribadito la richiesta di un Consiglio monotematico sulla sanità, senza tempi contingentati come ci è stato imposto nella seduta farsa del 14 luglio scorso, quella in cui il presidente Decaro mostrò le sue slide senza possibilità di replica.
Nel link la dichiarazione video di Pagliaro e le foto
