(AGENPARL) - Roma, 23 Ottobre 2026 - "Dopo gli arresti massicci di minorenni di questi giorni, Nordio propone di ampliare le carceri minorili. È qui che si vede il fallimento della risposta del governo: davanti a ragazzi che compiono reati, anche gravissimi e violenti, non si interroga su come ci siano arrivati e su cosa serva perché non accada di nuovo. La risposta è sempre più carcere. Come se bastasse chiudere quei ragazzi dietro una porta per poter dire che lo Stato ha fatto il suo dovere».
«La gravità dei reati non cancella il fatto che si tratta di minorenni. Al contrario: rende ancora più importante che la pena non sia soltanto una parentesi di reclusione. Senza un progetto educativo, senza scuola, educatori e un percorso individuale, che cosa rappresenta il carcere per un ragazzo? Il rischio è che non interrompa la sua traiettoria, ma la cristallizzi o la peggiori. Se lo Stato si limita a rinchiuderlo e poi lo lascia lì, non ha risolto il problema: ha rinunciato a quel ragazzo.
Antigone, Defence for Children Italia e Libera lo hanno denunciato nel rapporto inviato alle Nazioni Unite. I dati che riportano sono chiari: le presenze negli istituti penali minorili sono passate da 392 nell'ottobre 2022 a 611 nel 2025, con un aumento del 55%; 9 istituti su 17 risultavano sovraffollati. Il rapporto descrive ragazzi che trascorrono molte ore in cella senza attività educative e la collocazione di giovani in una sezione del carcere per adulti della Dozza. Le associazioni chiedono educatori e assistenti sociali formati, un progetto educativo individuale per ogni ragazzo, più sostegno alle comunità e alternative alla detenzione.».
Un ragazzo che entra in carcere è una sconfitta collettiva. Lo Stato deve fare tutto il possibile perché non accada e, quando accade, non può limitarsi a rinchiuderlo e voltarsi dall'altra parte".
Roma, 22 ottobre 2026