(AGENPARL) - Roma, 20 Ottobre 2026 - La senatrice democratica critica l’allentamento delle sanzioni e solleva il caso delle comunicazioni satellitari ucraine. Rubio ha negato che la Casa Bianca abbia ordinato di rallentare Starlink.
WASHINGTON — La senatrice democratica del Michigan Elissa Slotkin attacca la politica dell’amministrazione Trump verso la Russia. Intervenendo lunedì 19 ottobre al programma Deadline di MS NOW, ha sostenuto che le recenti decisioni del presidente favoriscano Vladimir Putin nella guerra contro l’Ucraina.
«Ha sempre voluto che Putin vincesse», ha dichiarato Slotkin, presentando le scelte della Casa Bianca come un sostegno a Mosca a scapito di Kiev. È un’accusa politica della senatrice, non un’intenzione accertata del presidente.
Nel suo intervento, Slotkin ha collegato la gestione delle sanzioni contro la Russia alle preoccupazioni americane per i prezzi dei carburanti. Secondo la sua lettura, l’allentamento della pressione economica su Mosca rischia di rafforzarne la capacità di sostenere il conflitto, mentre l’Ucraina affronta una fase particolarmente difficile.
La critica riguarda anche il ruolo internazionale degli Stati Uniti: la senatrice interpreta l’approccio presidenziale come un arretramento del sostegno americano a un Paese democratico sotto attacco.
L’amministrazione offre una spiegazione diversa delle proprie decisioni. Il segretario di Stato Marco Rubio ha descritto la deroga alle nuove sanzioni e ai dazi contro la Russia come una pausa di 60 giorni, finalizzata a valutarne gli effetti economici negli Stati Uniti e nel resto del mondo.
La scelta ha suscitato obiezioni anche tra alcuni repubblicani. I senatori Rick Scott e Thom Tillis hanno espresso critiche, richiamando rispettivamente la necessità di mantenere la pressione su Mosca e il rischio di una concessione a Putin. Il dissenso sulla gestione delle sanzioni attraversa quindi entrambi gli schieramenti del Congresso.
Il punto controverso è l’effetto della sospensione: per i critici, ridurre la pressione economica può rafforzare la posizione negoziale russa; nella spiegazione dell’amministrazione, la pausa serve invece a esaminare le conseguenze delle misure prima della loro applicazione.
Slotkin ha inoltre attribuito a Trump la responsabilità delle limitazioni alle comunicazioni satellitari utilizzate dall’Ucraina. Anche su questo punto occorre distinguere le accuse dalle informazioni confermate.
Rubio ha definito categoricamente falsa la ricostruzione secondo cui la Casa Bianca avrebbe ordinato una riduzione della velocità di Starlink. Ha dichiarato che nessuno nell’amministrazione presidenziale aveva impartito disposizioni per rallentare internet e impedirne l’utilizzo da parte di determinati droni.
Le difficoltà operative segnalate da Kiev rimangono tuttavia al centro del confronto. Secondo quanto riportato da Axios, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha denunciato il persistere di restrizioni capaci di compromettere alcune missioni dei droni. Le segnalazioni ucraine non risolvono, da sole, la questione di chi abbia deciso o determinato tali limitazioni.
L’intervento di Slotkin evidenzia dunque una frattura sulla strategia americana: quanto spazio concedere alla trattativa con Mosca e quali strumenti mantenere per sostenere Kiev. La sua conclusione è nettamente accusatoria, ma il dibattito richiede di valutare separatamente le decisioni sulle sanzioni, l’effettiva continuità dell’assistenza e le responsabilità per le restrizioni tecnologiche.
