(AGENPARL) - Roma, 19 Ottobre 2026 - L’ambasciatore Andrew Puzder critica la proposta europea sulle frequenze per collegare direttamente smartphone e satelliti. Il confronto investe concorrenza, sovranità tecnologica e sicurezza delle comunicazioni.
Le imprese europee potrebbero subire ritorsioni commerciali «devastanti» negli Stati Uniti se Bruxelles procedesse con restrizioni all’accesso degli operatori americani al mercato satellitare. È l’avvertimento dell’ambasciatore statunitense presso l’Unione europea, Andrew Puzder, in un’intervista al Financial Times pubblicata il 18 ottobre.
Il diplomatico richiama il peso del mercato americano per le aziende europee. Non indica però misure specifiche già decise né un calendario di applicazione: si tratta di una minaccia di possibili contromisure.
Al centro dello scontro figura una proposta della Commissione europea per riservare agli operatori del continente una parte dello spettro radio utilizzabile nelle comunicazioni dirette tra satelliti e smartphone.
Il piano potrebbe restringere le frequenze disponibili per imprese straniere, comprese società americane come SpaceX e Amazon. La controversia riguarda dunque le condizioni di accesso a una risorsa necessaria allo sviluppo dei servizi, non un divieto generale già operativo delle reti statunitensi.
Bruxelles colloca l’iniziativa nel rafforzamento delle capacità tecnologiche europee e nella riduzione delle dipendenze da fornitori esterni. Puzder riconosce il diritto dell’Europa a proteggere informazioni governative sensibili, ma contesta l’uso della regolamentazione per svantaggiare i concorrenti americani.
Nella sua lettura, la competitività delle imprese europee dovrebbe essere costruita attraverso innovazione e investimenti, senza limitare artificialmente quella statunitense. È la posizione negoziale americana, contrapposta alla ricerca europea di maggiore autonomia nelle infrastrutture critiche.
SpaceX ha già criticato la proposta, sostenendo che potrebbe compromettere la connettività in Ucraina, dove Starlink è utilizzato nelle comunicazioni civili e militari.
L’avvertimento esprime la valutazione dell’azienda sulle possibili conseguenze del piano. Non dimostra che una futura modifica delle assegnazioni europee provocherebbe automaticamente un’interruzione dei servizi: per valutarne l’impatto serviranno il testo definitivo, le condizioni tecniche e le modalità di attuazione.
Puzder ha sollevato anche dubbi sull’applicazione del Digital Markets Act, chiedendosi se le sanzioni alle grandi aziende tecnologiche americane rispondano esclusivamente a obiettivi di concorrenza o anche all’interesse di generare entrate.
Il diplomatico ha quindi invitato Washington e Bruxelles a cooperare nella competizione con la Cina, soprattutto nell’intelligenza artificiale e nel calcolo quantistico. Nella sua prospettiva, le controversie normative rischiano di indebolire interessi comuni.
La questione delle frequenze diventa così un nuovo fronte del rapporto transatlantico. Per l’UE, la sfida è aumentare capacità e sicurezza senza chiudere il mercato; per gli Stati Uniti, preservare l’accesso delle proprie imprese.
Il passaggio decisivo resta la definizione delle regole. Finché proposta e criteri di assegnazione non saranno consolidati, occorre distinguere gli effetti potenziali dalle restrizioni effettive e le minacce diplomatiche dalle ritorsioni concretamente adottate.
