(AGENPARL) - Roma, 15 Ottobre 2026 - CASE POPOLARI, LA REGIONE CAMBIA I CRITERI DI ACCESSO E ASSEGNAZIONE.
INTERVIENE IL SINDACO FABBRI: "SCELTE GRAVI, SI RISCHIA DI PENALIZZARE CHI
VIVE E LAVORA DA ANNI SUL TERRITORIO. GUAI A TOCCARE ANCHE IL REQUISITO DEI
TRE ANNI DI RESIDENZA"
Ferrara, 15 ottobre 2026 – Il sindaco di Ferrara Alan Fabbri interviene
sulla proposta di modifica dei requisiti di accesso e permanenza negli
alloggi di edilizia residenziale pubblica (ERP), approvata ieri, 14
ottobre, dalla Commissione Territorio e Ambiente dell'Assemblea legislativa
dell'Emilia-Romagna.
"Purtroppo, nella nostra Regione sta accadendo qualcosa che ritengo molto
grave e che riguarda i criteri di assegnazione delle case popolari. Quando
ho rivestito il ruolo di consigliere regionale, ormai dieci anni fa, sono
riuscito a strappare all'Assemblea legislativa, dopo una lunga battaglia
politica, una clausola importantissima: per fare richiesta di una casa
popolare in Emilia-Romagna occorre avere almeno 3 anni di residenza o
attività lavorativa sul territorio regionale. Ne avevo chiesti 5 in realtà,
ma alla fine siamo comunque riusciti ad ottenerne 3. Una misura che ho
sempre rivendicato e difeso, per evitare che chi arriva oggi nelle nostre
città possa avere immediatamente accesso alle graduatorie delle case
popolari.
Oggi, però, qualcosa sta cambiando. E sono molto preoccupato.
La Giunta regionale ha avviato l'iter per modificare tre elementi
importanti della normativa sulle case popolari:
1. Sarà eliminato l'obbligo di lavorare per i cittadini stranieri.
Attualmente,
per i cittadini extracomunitari con permesso di soggiorno almeno biennale,
è richiesto anche lo svolgimento di un'attività lavorativa regolare. La
Regione propone di eliminare questo requisito. Non sarà più necessario
avere un lavoro per accedere alle graduatorie.
2. Sarà eliminato anche l'obbligo di partecipare a percorsi lavorativi
per mantenere l'alloggio. Per la stessa categoria di cittadini stranieri
viene cancellato il requisito di inserimento in percorsi di politiche
attive del lavoro, certificati dai servizi competenti, per continuare a
vivere nell'alloggio popolare. Insomma invece di investire
sull'integrazione lavorativa, lo si fa sul solito assistenzialismo tanto
caro ad una certa parte politica.
3. Stop ai punteggi aggiuntivi per gli anni di residenza o di attività
lavorativa. È proprio questo, come sapete, il criterio che ci ha permesso
di rivoluzionare le percentuali italiani/stranieri nelle case popolari,
prima a Bondeno e poi nel 2019 quando sono stato eletto a Ferrara. Grazie a
questa misura siamo riusciti a riconoscere un punteggio maggiore a chi vive
e lavora da più anni sul nostro territorio, contribuendo alla sua crescita
e al mantenimento del nostro sistema di welfare, e che magari, dopo una
vita di sacrifici, si è improvvisamente trovato in difficoltà.
Purtroppo temo che queste modifiche diventeranno presto realtà e
ridisegneranno completamente le graduatorie che vediamo oggi, non solo a
Ferrara ma nel resto della regione. E noi sindaci avremo le mani legate.
Ma guai a toccare anche i 3 anni di sbarramento, che per il momento non
sembrano ancora essere oggetto di questa delibera. La mia è molto più che
cittadino ho il dovere di ricordare che eliminare questa clausola
significherebbe consentire anche a chi è appena arrivato sul nostro
territorio di accedere alle graduatorie, con la possibilità di superare
cittadini, italiani e stranieri, che da molti anni vivono, investono e
lavorano nelle nostre città.
Chiedo quindi alla Regione di chiarire sin da subito quale sia il suo
orientamento su questo punto e di garantire che il requisito dei 3 anni non
sia messo in discussione.
Noi saremo pronti a batterci fino alla fine per difendere un principio per
noi sacrosanto: riconoscere il valore di chi vive, lavora onestamente e
contribuisce da anni alla crescita delle nostre città. Un principio che
dovrebbero difendere tutti gli amministratori, al di là delle proprie
appartenenze politiche, se hanno davvero a cuore gli interessi dei
cittadini emiliano-romagnoli", così il sindaco di Ferrara, Alan Fabbri.
*Comunicazione Sindaco*
*Comu
