(AGENPARL) - Roma, 15 Ottobre 2026 - *Scuola d'Amore, dalla Regione sostegno a progetti universitari di
educazione all'affettività*
Promuovere una cultura delle relazioni fondata sul rispetto, riconoscere il
valore delle differenze e contrastare ogni forma di violenza e
discriminazione attraverso l'educazione, la formazione e la cultura. È
questo l'obiettivo di *"Scuola d'Amore. Educazione all'affettività e
all'emotività",* il progetto presentato questa mattina a Bari e promosso
dall'assessorato al Welfare, nell'ambito delle politiche regionali per la
prevenzione della violenza di genere e il contrasto
all'omolesbobitransfobia.
L'iniziativa, prevista dall'articolo 86 della Legge regionale 31 dicembre
2024, n. 42, coinvolge l'Università degli Studi di Bari Aldo Moro,
l'Università di Foggia e l'Università del Salento, con il contributo
organizzativo e culturale di Puglia Culture e la collaborazione delle
istituzioni locali. Il progetto è ispirato dall'intuizione del compianto
consigliere regionale Donato Metallo, che aveva riconosciuto
nell'educazione all'affettività e nella promozione di relazioni sane e
consapevoli un terreno fondamentale di impegno pubblico. Un'intuizione che
oggi trova attuazione in un percorso articolato, capace di mettere in
dialogo competenze accademiche, esperienze associative e linguaggi
artistici per affrontare questioni che attraversano la società e la vita
quotidiana delle persone.
"Con Scuola d'Amore vogliamo dare concretezza a un'idea di prevenzione che
non si limiti a intervenire quando la violenza si è già manifestata, ma
lavori sulle sue radici culturali, sugli stereotipi e sui modelli
relazionali che possono alimentarla", ha dichiarato l'assessore al Welfare
e allo Sport della Regione Puglia, *Cristian Casili.* "L'educazione
affettiva ed emotiva è una componente importante della crescita individuale
e collettiva: significa imparare a riconoscere le proprie emozioni,
rispettare i confini e la libertà altrui, affrontare i conflitti senza
ricorrere alla sopraffazione e comprendere che nessuna differenza può
giustificare esclusione o discriminazione. È un investimento sulla qualità
della convivenza e sulla capacità delle comunità di essere più consapevoli,
inclusive e giuste. Ricordare Donato Metallo attraverso un'iniziativa che
porta avanti la sua intuizione significa trasformare una visione in un
impegno condiviso, affinché il rispetto dei diritti e della dignità di ogni
persona diventi un principio vissuto, non soltanto affermato".
"Sento molto l'importanza di avviare il percorso della Scuola d'Amore, nato
da una legge che il consigliere Metallo ha donato alla nostra Regione e che
noi raccogliamo con la responsabilità di portarlo avanti e renderlo
concreto. È un percorso ambizioso – ha dichiarato l'assessora regionale
alla Cultura e Conoscenza* Silvia Miglietta* – che affronteremo insieme
all'assessore Casili, con il contributo fondamentale di Alessandra Caiulo e
della famiglia di Donato Metallo, e che si allargherà sempre di più alle
università, alle scuole e ai presìdi territoriali che ogni giorno sono
impegnati nel contrasto alle discriminazioni. Il percorso che avviamo
guarda innanzitutto ai ragazzi e alle ragazze, alle bambine e ai bambini
perché non è mai troppo presto per parlare di consapevolezza, rispetto e
affettività. Lo faremo con la convinzione che solo attraverso un lavoro
comune possiamo affrontare il momento che stiamo vivendo nel nostro Paese,
nel quale l'educazione all'affettività incontra spesso resistenze e
ostacoli. Accanto al lavoro con i giovani, dobbiamo però interrogarci anche
sul ruolo degli adulti che non sempre sono capaci di trasmettere ai propri
figli gli strumenti per comprendere come si ama, come si accoglie l'altro e
come si costruiscono relazioni rispettose. Ognuno di noi ha una
responsabilità, non solo nelle azioni di governo, ma anche nei
comportamenti quotidiani e nei luoghi in cui viviamo, lavoriamo e
costruiamo relazioni. La risposta alle ondate di violenza e prevaricazione
che investono le persone più fragili non può essere soltanto la denuncia ma
deve essere, innanzitutto, l'educazione. È questa la sfida che lanciamo
oggi con la Scuola d'Amore e su cui, da domani, lavoreremo con ancora più
determinazione".
"Scuola d'Amore nasce da un sogno ostinato che Donato portava dentro ogni
sua scelta: una politica capace di prendersi cura anche di ciò che non si
vede. Delle emozioni che non sappiamo nominare, delle paure che diventano
pregiudizi, delle relazioni nelle quali impariamo, oppure dimentichiamo, il
significato della libertà. E trovo profondamente significativo che questa
idea prenda vita proprio mentre c'è ancora chi considera l'educazione
affettiva una minaccia anziché una responsabilità collettiva. Sono felice e
grata che il presidente Decaro abbia scelto di dare forma a questa
intuizione facendone un'esperienza viva, libera, capace di mettere in
discussione anche noi adulti, le nostre contraddizioni, le nostre
responsabilità. E ringrazio l'assessora Miglietta, il vicepresidente
Casili, Valentina Romano e Annibale d'Elia per averci messo il cuore e la
faccia. Donato non ha mai pensato che il compito della politica fosse
lasciare un segno di sé, era convinto che fosse lasciare alle persone
qualcosa che prima non avevano: un diritto, una possibilità, una libertà in
più. E forse è proprio questa, oggi, la cosa più rivoluzionaria che
possiamo fare con la sua idea, renderla così capace di appartenere agli
altri che un giorno potrà continuare a fiorire anche nella vita di chi non
ha avuto la fortuna di conoscerlo" – ha aggiunto *Alessandra Caiulo*,












