(AGENPARL) - Roma, 11 Ottobre 2026 - Un'altra casa popolare recuperata nel quartiere Zen 2 di Palermo e
immediatamente consegnata a una famiglia con due figli minori, regolarmente
inserita nella graduatoria dell'emergenza abitativa e avente titolo
all'assegnazione, che nei prossimi giorni avrebbe rischiato di subire uno
sfratto esecutivo.
Il risultato è stato possibile grazie alla collaborazione tra il Nucleo
Tutela Risorse Immobiliari della Polizia Municipale, lo IACP e il prezioso
lavoro di coordinamento dell'Ufficio Abitare Sociale del Comune di Palermo,
impegnato nel monitoraggio costante del patrimonio abitativo pubblico per
individuare tempestivamente gli immobili che si rendono disponibili e
impedire che possano diventare oggetto di occupazioni abusive.
L'immobile è stato rilasciato spontaneamente da persone che avrebbero
voluto usufruirne pur non avendone titolo e senza essere iscritte nella
lista dell'emergenza abitativa. La presenza sul posto dell'assessore
all'Abitare Sociale, Fabrizio Ferrandelli, insieme agli operatori
dell'Ufficio Abitare Sociale, ha consentito di avviare un'interlocuzione
diretta con le persone presenti, accompagnandole verso una soluzione
concordata e amministrativamente sostenibile.
Grazie a un percorso di accompagnamento sociale e amministrativo, è stato
possibile ottenere il rilascio bonario dell'alloggio, evitando che si
concretizzasse un'occupazione abusiva. Contestualmente, le persone
coinvolte sono state orientate verso ulteriori strumenti di sostegno
sociale, nelle more della loro eventuale iscrizione nella lista
dell'emergenza abitativa e dell'individuazione di una soluzione adeguata
alle loro condizioni.
L'alloggio è stato quindi consegnato alla famiglia avente titolo, evitando
che due minori e i loro genitori affrontassero un'imminente condizione di
grave precarietà abitativa.
«È così che intendiamo portare avanti la Palermo dei diritti: garantendo il
controllo del patrimonio pubblico, il rispetto delle regole e l'accesso ai
servizi di welfare sulla base di criteri trasparenti e verificabili. Non
può essere la legge del più forte a stabilire chi abbia diritto a una casa,
né possono essere le reti criminali che speculano sui bisogni delle persone
a decidere chi entra e chi resta fuori dagli alloggi pubblici», dichiara
l'assessore all'Abitare Sociale, Fabrizio Ferrandelli.
«Il diritto alla casa deve trovare risposta attraverso percorsi chiari,
graduatorie, procedure amministrative e istituzioni presenti. Quando una
persona manifesta una condizione di bisogno, il nostro compito è
intercettarla, valutarla e accompagnarla verso gli strumenti di sostegno
disponibili. Ma questo non significa legittimare le occupazioni abusive o
consentire che qualcuno, magari dietro il pagamento di denaro, si appropri
di un bene pubblico sottraendolo a chi ne ha effettivamente diritto.
In questo caso abbiamo dimostrato che è possibile tenere insieme legalità e
solidarietà: da una parte recuperare un alloggio senza lasciare che venga
occupato abusivamente, dall'altra non abbandonare le persone in difficoltà
e indirizzarle verso percorsi regolari di assistenza. E, soprattutto,
abbiamo potuto dare una risposta concreta a una famiglia con due minori che
rischiava di trovarsi senza una casa, rispettando la graduatoria e il
diritto di chi attende legittimamente il proprio turno».
L'intervento si inserisce in un'attività più ampia di ricognizione e tutela
del patrimonio abitativo pubblico, attraverso un lavoro sistematico e
interistituzionale volto a prevenire le occupazioni abusive e a restituire
gli immobili disponibili alla loro funzione sociale.
«Non possiamo permettere che interi contesti territoriali diventino zone
franche, nelle quali si sovrappongono situazioni di autentica fragilità,
bisogni sociali, opacità amministrative e fenomeni di criminalità
riscontrato proprio questa commistione: persone in condizioni di bisogno
accanto a situazioni di illegalità e sfruttamento. È una realtà che va
affrontata senza generalizzazioni, ma anche senza ambiguità.
Dobbiamo superare una cultura della sopraffazione che, troppo spesso,
illude le persone di trovare una soluzione attraverso l'occupazione,
esponendole invece a precarietà e invisibilità. Chi vive in un immobile
occupato abusivamente può incontrare ostacoli nel regolarizzare la propria
posizione, ottenere la residenza o accedere alle utenze e ai servizi.
L'emersione del bisogno, al contrario, consente di attivare percorsi
riconoscibili, tutele e risposte istituzionali.
Andremo avanti con determinazione, rafforzando la collaborazione tra
Comune, Polizia Municipale e IACP, eliminando le zone franche e restituendo
al patrimonio pubblico la sua funzione: rispondere ai bisogni abitativi
secondo criteri di legalità, equità e trasparenza. La tutela dei più
fragili non si realizza alimentando circuiti di illegalità, ma costruendo
alternative concrete e facendo in modo che nessuno venga lasciato
indietro», conclude Ferrandelli.
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![[Comune Palermo] Emergenza abitativa. Assegnata casa allo Zen](https://agenparl.eu/wp-content/uploads/2026/04/Comune-di-Palermo-@ComunePalermo-.png)