(AGENPARL) - Roma, 9 Ottobre 2026 - Garante per l'infanzia e l'adolescenza
In occasione della Giornata internazionale delle bambine e delle ragazze dell'11 ottobre, la Garante per l'infanzia e l'adolescenza ricorda che le bambine e le ragazze hanno il diritto di crescere in sicurezza, di prendere decisioni autonome e di contribuire attivamente alla costruzione del proprio futuro. Il tema internazionale di quest'anno, "Porre fine ai matrimoni infantili e investire nei diritti delle bambine e delle ragazze", richiama l'attenzione sull'importanza della protezione, dell'istruzione e dell'autodeterminazione per ogni bambina e ragazza. La Giornata internazionale delle bambine e delle ragazze 2026dedicata a livello mondiale all'impegno per porre fine ai matrimoni infantili e investire nei diritti delle bambine e delle ragazze. Le Nazioni Unite sottolineano in particolare l'importanza di garantire a ogni bambina e ragazza il diritto ad avere un'infanzia, all'istruzione, alla sicurezza e alla libertà di decidere autonomamente del proprio futuro.Il matrimonio infantile rappresenta una delle più gravi violazioni dei diritti delle bambine e delle ragazze. Ogni anno, secondo i dati delle Nazioni Unite, più di 12 milioni di bambine e ragazze nel mondo vengono costrette a sposarsi prima del compimento dei 18 anni. Ciò comporta spesso la perdita della possibilità di proseguire gli studi, di decidere autonomamente della propria vita e di costruire il proprio futuro secondo le proprie aspirazioni. È su questa realtà che richiama l'attenzione la Garante per l'infanzia e l'adolescenza, Daniela Höller, in occasione della Giornata internazionale delle bambine e delle ragazze dell'11 ottobre.«Una bambina deve poter essere semplicemente una bambina. Deve poter imparare, crescere, sviluppare i propri desideri e le proprie aspirazioni e decidere autonomamente quale strada intraprendere nella vita. Il matrimonio infantile priva le bambine e ragazze di questa possibilità e viola diritti fondamentali dell'infanzia: il diritto alla protezione, all'istruzione, alla salute, alla partecipazione e al libero sviluppo della personalità. I diritti dell'infanzia valgono per tutte le bambine e tutti i bambini, ragazze e ragazzi indipendentemente dal loro genere», sottolinea Höller.Il motto di quest'anno non chiede soltanto la fine dei matrimoni infantili, ma invita esplicitamente anche a investire nei diritti delle bambine e delle ragazze. La prevenzione del matrimonio infantile non inizia soltanto quando un'unione è imminente. Le bambine e le ragazze hanno bisogno fin dalla prima infanzia di accesso all'istruzione, all'assistenza sanitaria e alla protezione, nonché della possibilità di esprimere la propria opinione e di partecipare alle decisioni che riguardano la loro vita.«Investire nei diritti delle bambine e delle ragazze significa offrire loro opportunità e rafforzarne l'autodeterminazione. L'istruzione, la protezione e la partecipazione non sono servizi aggiuntivi, ma diritti che spettano a ogni bambina o ragazza», spiega la Garante per l'infanzia e l'adolescenza.Il matrimonio infantile può avere conseguenze profonde: le bambine e le ragazze abbandonano più frequentemente la scuola, sono maggiormente esposte al rischio di violenza e dispongono di minori possibilità di vivere una vita autonoma dal punto di vista economico e sociale. Allo stesso tempo, le esperienze internazionali dimostrano che il cambiamento è possibile quando le bambine e le ragazze hanno accesso all'istruzione, i loro diritti vengono tutelati e le famiglie e le comunità ricevono sostegno."La Giornata internazionale delle bambine e delle ragazze richiama pertanto l'attenzione su una questione che va oltre il tema dei matrimoni infantili: quali opportunità offriamo alle bambine e alle ragazze affinché possano costruire autonomamente la propria infanzia e il proprio futuro?", sottolnea Höller, che conclude: «Le bambine e le ragazze hanno bisogno di adulti che le ascoltino, conoscano i loro diritti e si impegnino a proteggerli. Se vogliamo che possano costruire autonomamente il proprio futuro, dobbiamo garantire loro fin da oggi le condizioni necessarie per farlo». GAIA
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Consiglio della Provincia autonoma di Bolzano
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