(AGENPARL) - Roma, 9 Ottobre 2026 - Messaggio del Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso in occasione del VIII Congresso Nazionale INT – Istituto Nazionale Tributaristi “Io Tributarista. 1996-2026: a 30 anni dall’idea fondativa” che si sta svolgendo a Roma presso The Hive Hotel:
«Rivolgo un saluto cordiale al Presidente dell’Istituto Nazionale Tributaristi, Riccardo Alemanno, al Viceministro Maurizio Leo, alle autorità presenti e ai delegati giunti a Roma da tutta Italia per questo VIII Congresso nazionale, che celebra i trent’anni dall’idea fondativa dell’Istituto.
Il tributarista qualificato è una guida per chiunque debba orientarsi nel complesso quadro normativo relativo a tasse e conti, che sia un cittadino, un artigiano o un’impresa. La vostra professione è disciplinata dal 2013 dalla legge sulle professioni non organizzate, che riguarda oggi oltre 540 mila professionisti, di cui 25 mila tributaristi. Il tributarista qualificato inoltre aderisce ad associazioni iscritte nell’elenco tenuto dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, che ne verificano le competenze e impongono aggiornamento continuo e rispetto di un codice deontologico, oltre agli obblighi comuni a tutti i professionisti, dall’antiriciclaggio all’assicurazione. È un sistema di garanzie per i cittadini che il Governo ha voluto riconoscere e tutelare, valorizzando un modello duale in cui professioni ordinistiche e associative convivono, ciascuna con il proprio ruolo.
Il vostro Congresso cade in un momento importante per il fisco italiano. Entro ottobre il nuovo Codice tributario sarà presentato al Consiglio dei ministri e dal 1° gennaio 2027 entreranno in vigore gli otto Testi unici che porteranno finalmente ad avere un fisco più semplice e più giusto, al servizio di professionisti, imprese e contribuenti. A voi va riconosciuto di aver accompagnato in modo attivo e costruttivo questo percorso, partecipando ad audizioni e tavoli di confronto, anche presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Desidero ricordare in modo particolare il contributo dell’Istituto al decreto attuativo della legge sull’equo compenso. È stato un lavoro di sintesi non facile, per il numero di associazioni consultate e per la varietà delle professioni coinvolte: se stiamo arrivando al traguardo, e oggi il decreto sta per essere trasmesso per il parere al Consiglio di Stato, è anche merito del dialogo costruttivo con associazioni competenti come la vostra.
Questo è il momento di lavorare insieme e di proseguire lungo un percorso comune, così come voi avete saputo fare trent’anni fa dando vita all’Istituto. A tutti voi, e a chi sarà chiamato a guidare l’Istituto nel prossimo triennio, rivolgo i miei auguri di buon lavoro.»
