(AGENPARL) - Roma, 8 Ottobre 2026 - Direttore Responsabile: Laura Sutto
"Al centrodestra che da settimane punta il dito contro la sanità pugliese, e al sottosegretario Gemmato che non perde occasione per farlo, vorrei fare una domanda molto semplice: come si può pretendere che le Regioni garantiscano più cure, più personale e più servizi se le risorse non crescono quanto crescono i costi e i bisogni delle persone?"
Lo dichiara Stefano Minerva, capogruppo del Partito Democratico in Consiglio regionale, commentando il nono Rapporto GIMBE sul Servizio sanitario nazionale diffuso oggi.
"Il Rapporto mette nero su bianco una cosa che i cittadini sperimentano ogni giorno: dire che aumentano i miliardi destinati alla sanità non significa automaticamente avere più sanità. Se quei soldi valgono meno perché aumentano i prezzi, mentre crescono anche i costi delle cure e i bisogni di una popolazione che invecchia, l'aumento resta soprattutto sulla carta.GIMBE calcola che, se dal 2023 avessimo continuato a destinare alla salute la stessa quota di ricchezza nazionale del 2022, il Servizio sanitario avrebbe avuto complessivamente 18,8 miliardi in più. Sono quelli che definisce "tagli invisibili", invisibili nelle cifre nominali del Fondo molto meno invisibili quando una persona aspetta mesi per una visita o deve pagare di tasca propria per curarsi.
E poi ci sono le persone che tengono in piedi la sanità. Medici, infermieri, operatori. Possiamo costruire ospedali, comprare macchinari e aprire nuove strutture ma se il servizio pubblico non riesce ad assumere e trattenere chi deve curare, quei muri da soli non servono a nessuno. La questione del personale non è una voce di bilancio ma la possibilità concreta di aprire un reparto, fare una visita, garantire un turno, prendere in carico una persona.
