(AGENPARL) - Roma, 6 Ottobre 2026 - "Il ritiro della prospettiva dei licenziamenti unilaterali è un passo avanti importante, frutto della mobilitazione delle lavoratrici e dei lavoratori, dell'iniziativa sindacale e della pressione esercitata in questi mesi anche dalle istituzioni. Ma non basta per considerare chiusa la vertenza Electrolux".
Lo dichiarano Silvia Roggiani, deputata e segretaria regionale del Partito Democratico della Lombardia, e Vinicio Peluffo, deputato del Partito Democratico e vicepresidente della Commissione Attività produttive della Camera.
"Il nuovo piano presentato dall'azienda, con 90 milioni di investimenti, una revisione del piano prodotti e volumi produttivi attesi oltre i 3 milioni di unità, va esaminato con grande attenzione. Ma restano nodi decisivi: gli esuberi sono ancora molto rilevanti, le uscite volontarie e incentivate devono essere davvero tali, va garantita la tenuta complessiva della struttura occupazionale, manifatturiera e di ricerca e sviluppo di Electrolux in Italia, e soprattutto resta aperta la questione dello stabilimento di Cerreto d'Esi".
"Per arrivare a un accordo vero — proseguono Roggiani e Peluffo — serve garantire continuità produttiva e occupazionale a Cerreto nella fase di riorganizzazione e reindustrializzazione, difendere e rafforzare lo stabilimento di Solaro, ridurre ulteriormente il numero degli esuberi, definire con precisione investimenti, prodotti, volumi e missione industriale di ogni sito italiano. Non possiamo accontentarci di impegni generici: servono garanzie vincolanti, datate e verificabili".
"È necessario inoltre mettere in campo strumenti adeguati per accompagnare la transizione: contratti di sviluppo, sostegno alla riduzione dell'orario di lavoro, formazione per le lavoratrici e i lavoratori, e un percorso di rigenerazione occupazionale che consenta di sostituire chi uscirà volontariamente con nuove assunzioni. Una vertenza di questa portata non può essere gestita solo con ammortizzatori sociali: deve servire a rafforzare la presenza industriale del gruppo in Italia".
"La vertenza Electrolux conferma inoltre che il settore dell'elettrodomestico deve essere riconosciuto come strategico a livello europeo. Il tema del CBAM, richiamato anche dall'azienda, è reale: non è sostenibile un meccanismo che incide su materie prime e semilavorati, ma non tutela adeguatamente la manifattura europea dalla concorrenza dei prodotti finiti importati. Ma questo non può diventare un alibi per ridurre la presenza produttiva in Italia. Deve essere parte di una vera politica industriale europea per il bianco, fondata su investimenti, innovazione, ricerca, filiere, energia a costi sostenibili e reciprocità commerciale".
"Il prossimo incontro del 29 ottobre sarà decisivo. Il Governo deve arrivarci con una posizione chiara: nessun atto unilaterale, nessuna chiusura mascherata, nessuna delocalizzazione, tutela di tutti i siti italiani — compreso Solaro, presidio industriale importante per la Lombardia — rafforzamento degli investimenti e salvaguardia delle competenze produttive, tecniche e di ricerca".
"Electrolux deve restare un pezzo fondamentale della manifattura italiana. La vertenza non può chiudersi con una gestione sociale degli esuberi: deve diventare il banco di prova di una politica industriale capace di difendere lavoro, produzione e futuro del settore del bianco in Italia e in Europa".
Roma, 5 ottobre 2026