(AGENPARL) - Roma, 30 Settembre 2026 - Come cambia la politica nell’epoca della disintermediazione? È la domanda al centro di Governare nel futuro. Partiti, leadership e democrazia nell’era della disintermediazione, il libro di Pino Bicchielli, edito da Rubbettino, con introduzione di Antonio Noto.
Il volume parte da una trasformazione ormai evidente: i partiti tradizionali hanno perso parte della loro capacità di organizzare la partecipazione politica, mentre la figura del leader ha assunto un ruolo sempre più centrale nella costruzione del consenso. Comunicazione personale, social network, sondaggi e rapporto diretto con l’elettorato hanno modificato profondamente il modo in cui la politica si presenta e viene percepita.
Bicchielli, forte della propria esperienza politica e istituzionale, analizza questo passaggio cercando di comprenderne conseguenze e criticità. Il punto non è soltanto osservare l’ascesa delle leadership personali, ma interrogarsi su cosa accade quando il capo diventa più importante dell’organizzazione che dovrebbe sostenerlo.
Da qui emerge uno dei nodi centrali del libro: se il partito arretra, chi seleziona, forma e prepara la futura classe dirigente?
La questione riguarda direttamente la qualità della rappresentanza e il funzionamento della democrazia. Senza strutture capaci di creare competenze, valorizzare esperienze e costruire percorsi politici, il rischio è che la leadership venga ridotta alla sola capacità comunicativa o alla ricerca del consenso immediato.
Il messaggio proposto da Bicchielli è riassunto in una formula chiara: la politica non si improvvisa. Governare richiede preparazione, esperienza e organizzazioni capaci di accompagnare la formazione dei dirigenti, senza limitarsi a inseguire il consenso del momento.
Governare nel futuro propone così una riflessione sul rapporto tra partiti e leader, sulla crisi della partecipazione e sulle trasformazioni introdotte dalla comunicazione digitale, ponendo una domanda destinata a restare centrale: quale forma dovranno assumere i partiti per continuare a svolgere una funzione democratica nell’epoca della politica personalizzata?

