(AGENPARL) - Roma, 30 Settembre 2026 - Finanziato con fondi PN Metro Plus 21-27, il progetto è stato presentato dall'assessora Andreozzi al convegno nazionale "Fare scuole aperte – Dal vademecum all'esperienza sul campo"
Le politiche educative del Comune di Cagliari al centro del dibattito nazionale. Il capoluogo sardo è stato selezionato insieme ad altre grandi città italiane per presentare le proprie buone pratiche a Bologna, in occasione del convegno nazionale "Fare scuole aperte – Dal vademecum all'esperienza sul campo" al Teatro Testoni. A rappresentare la città è stata l'assessora alla Pubblica istruzione, sostegno allo studio e alla conoscenza, Giulia Andreozzi, che ha illustrato le linee guida di "Controvento – Nessuna rotta è già scritta", il progetto cagliaritano dedicato al contrasto della povertà educativa.
L'iniziativa ha offerto un importante momento di confronto con i percorsi già avviati da centri come Bergamo, Bologna, Milano e Roma. L'obiettivo comune è trasformare gli istituti scolastici in autentici hub di comunità: spazi vivi, capaci di estendere la propria funzione oltre l'orario delle lezioni per diventare punti di riferimento sociali e culturali per l'intero quartiere.
"È stata un'opportunità preziosa per condividere le esperienze che la città di Cagliari sta costruendo nell'ambito delle politiche educative finalizzate alla prevenzione della dispersione scolastica", ha commentato l'assessora Giulia Andreozzi a margine del suo intervento nel panel pomeridiano.
Finanziato con un budget di 5 milioni di euro, il progetto si rivolge a ragazzi e ragazze tra gli 11 e i 18 anni, oltre che a docenti e istituti scolastici della città. La vera novità sta nel metodo, che si sviluppa su quattro linee d'azione (Ricerca-Azione e animazione, Accompagnamento e monitoraggio, Valutazione dell'impatto e Comunicazione). Gli studenti non sono semplici beneficiari, ma diventano veri e propri "peer researchers" (ricercatori tra pari), chiamati a mappare in prima persona i bisogni educativi e sociali del proprio territorio. I dati raccolti guideranno l'attivazione di attività extrascolastiche e aperture pomeridiane dei plessi, supportate dai Patti educativi di comunità che stringono in un'unica rete scuole, istituzioni e Terzo Settore.
"Le scuole aperte sono luoghi nei quali si rafforzano le relazioni, si impara il valore della partecipazione e si sviluppa il senso di comunità", ha concluso l'assessora. "Attraverso il progetto 'Controvento' continuiamo a impegnarci nel mettere al centro le nuove generazioni, ascoltarne i bisogni e costruire insieme percorsi capaci di generare opportunità educative e sociali di valore, che siano durature".
Con preghiera di diffusione
