(AGENPARL) - Roma, 25 Settembre 2026 - [image: cittametroboridottoda10.jpg]
comunicato stampa | Bologna, 25 settembre 2026
forma aggregata del "Patto per la Casa Emilia-Romagna"
La Città metropolitana di Bologna compie un passo decisivo nel sostegno al
welfare abitativo del territorio. Il Consiglio metropolitano ha approvato
nella seduta del 23 settembre, con i voti favorevoli della maggioranza, il
regolamento che permette l'avvio del programma regionale "Patto per la Casa
Emilia-Romagna" a livello metropolitano e, contestualmente, ha assunto la
delega della funzione di gestione, in forma aggregata, dell'attuazione del
Patto, in nome e per conto dei Comuni aderenti.
cooperazione interistituzionale basato sul confronto costante con Sindaci e
Sindache, Assessori e Assessore alle Politiche abitative, Uffici Casa
territoriali e rappresentanze sindacali degli inquilini e delle
associazioni dei proprietari.
L' atto approvato arriva in Consiglio dopo il parere favorevole della
Conferenza Metropolitana dei Sindaci di venerdì 11 settembre e dopo esser
già stato approvato nei consigli del Comune di San Lazzaro di Savena, del
Comune di Pianoro, del Comune di Budrio, del Comune di Crevalcore e
dell'Unione dei Comuni Savena-Idice (Comuni di Loiano, Monghidoro,
Monterenzio). Sono già in programma i passaggi negli altri Comuni aderenti
del territorio metropolitano.
Nel ruolo di ente capofila delegato, tramite gli Uffici delle Politiche di
Welfare Inclusione sociale e Abitare, la Città metropolitana coordinerà
l'attuazione dell'intesa per i prossimi otto anni per conto degli enti
locali.
Operativamente sarà la Fondazione Abitare Bologna che agirà sul territorio
metropolitano come Agenzia per la locazione, sottoposta alla vigilanza di
Palazzo Malvezzi.
Il regolamento del Patto Casa definisce un quadro chiaro e bilanciato sia
per i locatori che per i conduttori. Per i proprietari sono previste tutele
e garanzie dedicate, come ad esempio in caso di mancata corresponsione del
canone, ma anche sotto forma di assistenza nelle fasi di incrocio tra
domanda e offerta. E ancora, per l'accesso ad agevolazioni fiscali locali
tramite aliquote IMU di favore o misure compensative stabilite dai singoli
Comuni. Sul fronte della sostenibilità per gli inquilini, i canoni
riconosciuti ai proprietari saranno calcolati sulla base dell'Accordo
territoriale relativo ai contratti di locazione a canone concordato e non
potranno comunque superare il tetto massimo di 800 euro al mese per il
Capoluogo e i Comuni ad alta tensione abitativa (ATA) confinanti, e di 650
euro al mese per tutti gli altri Comuni del territorio metropolitano.
L'obiettivo dell'impianto approvato dalla maggioranza consiliare è quello
di immettere sul mercato nuovi alloggi sfitti a canone concordato, fornendo
risposte concrete alle esigenze abitative e consolidando la coesione
sociale dell'intero territorio.
"Con l'atto approvato, si entra nel vivo del percorso di attivazione di
Fondazione abitare Bologna per il territorio metropolitano. – commenta *Sara
Accorsi*, consigliera metropolitana delegata alle politiche abitative- Era
un impegno preciso del programma di mandato e quindi sono orgogliosa del
lavoro di squadra reso possibile da un continuo confronto con
amministratrici e amministratori, con i sindacati inquilini e proprietari e
con tutto il personale tecnico. Ora continuiamo a lavorare affinché sempre
più proprietari abbiano fiducia e mettano a disposizione i propri immobili
sfitti a canone concordato, dando così risposta al bisogno di casa di chi
vive e lavora nel nostro territorio".
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