(AGENPARL) - Roma, 24 Settembre 2026 - Con l'approvazione della legge delega sul nucleare, il Governo sceglie di
riportare l'Italia sulla strada dell'energia nucleare, riaprendo una
discussione sulla quale il nostro Paese si è già espresso attraverso due
referendum, nel 1987 e nel 2011. Noi siamo contrari a questa scelta perché
il nucleare non rappresenta la risposta alla crisi energetica e climatica e
destinare risorse pubbliche a nuovi impianti significa imboccare una strada
costosa, lunga e piena di incognite. Il nucleare richiede infatti
investimenti enormi e tempi molto lunghi, mentre l'esperienza dei grandi
progetti realizzati negli ultimi anni dimostra come ritardi e aumenti dei
costi possano incidere pesantemente sul conto finale. Nel frattempo, però,
le bollette si pagano oggi. Non è quindi una risposta al caro energia che
famiglie e lavoratori stanno affrontando già adesso pensare a impianti che,
anche nella migliore delle ipotesi, produrrebbero energia soltanto tra
molti anni. Restano inoltre aperte questioni fondamentali come la gestione
dei rifiuti radioattivi, la sicurezza e i costi complessivi dell'intero
ciclo nucleare. A queste si aggiunge la dimensione internazionale e
militare del nucleare, che non può essere completamente separata dalle
conoscenze, dalle tecnologie e dalle filiere legate all'energia atomica,
soprattutto in un contesto internazionale segnato da guerre e riarmo. La
legge delega affida inoltre al Governo la definizione, attraverso
successivi decreti legislativi, di aspetti fondamentali di questa nuova
stagione nucleare, su una scelta destinata a impegnare risorse pubbliche e
a produrre conseguenze per decenni. La nostra contrarietà, però, non
riguarda soltanto lo strumento: riguarda la scelta politica di tornare al
nucleare. Di fronte al caro energia e alla crisi climatica, riteniamo
necessario investire subito in una transizione fondata sulle rinnovabili,
sull'efficienza energetica, sugli accumuli e sul rafforzamento delle reti.
Non possiamo chiedere alle persone di aspettare decenni mentre continuano a
pagare bollette sempre più pesanti. Il nucleare non è la risposta al caro
energia: le bollette arrivano oggi e le risposte servono oggi.
Comunista
