(AGENPARL) - Roma, 24 Settembre 2026 - *Comunicato Stampa di UniMORE*
*Pubblicata su Nature Communications una ricerca che chiarisce il ruolo dei
fibroblasti durante l'espansione cutanea. Lo studio, al quale hanno
contribuito ricercatrici e ricercatori di Unimore, apre nuove prospettive
per la medicina rigenerativa e la produzione di innesti cutanei**.*
La pelle possiede una straordinaria *capacità di adattarsi e di
espandersi *durante
la crescita, la gravidanza o in seguito all'impiego di espansori
chirurgici, senza perdere le cellule staminali indispensabili al
continuo *rinnovamento
dell'epidermide*. Il meccanismo che consente al tessuto cutaneo di
accompagnare questa espansione mantenendo intatta la propria *capacità
rigenerativa* non era però ancora del tutto chiaro.
A fornire una nuova risposta è uno *studio internazionale* pubblicato sulla
rivista *Nature Communications*, al quale ha contribuito *Unimore*
attraverso un gruppo interdisciplinare che ha coinvolto la professoressa *Elena
Enzo* del Centro Interdipartimentale Cellule Staminali e Medicina
Rigenerativa – CIDSTEM e Dipartimento di Scienze della Vita, la
professoressa *Maria Paola Costi* del Dipartimento di Scienze della Vita e
il professor *Andrea Alessandrini* del Dipartimento di Scienze Fisiche,
Informatiche e Matematiche.
La ricerca, coordinata dalla professoressa *Mariaceleste Aragona*
dell'Università di Copenaghen e dal professor *Alejandro Sifrim* della KU
Leuven, ha dimostrato che, *quando la pelle viene sottoposta a stiramento*,
i fibroblasti del derma, le cellule del tessuto connettivo che si trova
sotto l'epidermide, modificano il proprio comportamento. Assumono
caratteristiche riconducibili a uno stato più immaturo, interrompono la
produzione di collagene e rendono più morbido il tessuto circostante. Si
crea così un ambiente favorevole nel quale le *cellule staminali
epidermiche* possono continuare a moltiplicarsi e a mantenere le proprie
caratteristiche.
I risultati sono stati ottenuti inizialmente attraverso un *modello murino*
e successivamente verificati anche in *colture di pelle umana*, analoghe a
quelle utilizzate in ambito clinico per generare nuova pelle. La ricerca
consente quindi di comprendere più precisamente il modo in cui *epidermide
e derma coordinano la propria crescita* durante l'espansione cutanea e
individua un meccanismo di particolare interesse per gli sviluppi della
medicina rigenerativa.
Tra le tre prime firme dello studio figura *Gaia Andrea Gozza* di Unimore,
insieme a *Caroline Aguilera Stewart *e *Ceyhun Alar*. L'ultima firma
è *Mariaceleste
Aragona* dell'Università di Copenaghen, mentre *Elena Enzo* di Unimore
figura tra gli autori corrispondenti del lavoro. Alla ricerca hanno inoltre
contribuito, per Unimore, *Maria Pia Polito*, *Giulia Bergamini* e *Lorenzo
Tagliazucchi*.
"*I fibroblasti sono da decenni un elemento chiave nelle colture utilizzate
per espandere le cellule staminali epidermiche. Comprendere meglio come
sostengono il mantenimento delle proprietà staminali ci permette di
progettare strategie sempre più efficaci per la produzione di tessuti
destinati alla medicina rigenerativa. Ogni nuova conoscenza rappresenta un
passo concreto verso l'obiettivo di rendere le terapie avanzate accessibili
a un numero sempre maggiore di pazienti*", commenta *Elena Enzo*.
Le conoscenze ottenute potranno contribuire allo sviluppo di strategie
sempre più efficaci nell'ambito della *terapia cellulare e genica* e nella
produzione di *innesti cutanei* destinati al trattamento di pazienti con *gravi
ustioni*, *malattie genetiche della pelle *e altre condizioni che
richiedono la rigenerazione dei tessuti.
Il lavoro valorizza inoltre il *contributo del* *CIDSTEM* e la
collaborazione tra competenze scientifiche differenti nella *ricerca
traslazionale*, con l'obiettivo di trasformare le nuove conoscenze sui
meccanismi biologici in possibili strumenti e opportunità terapeutiche per
i pazienti.
Lo studio, dal titolo *A stretch-responsive fibroblast program promotes
gp
