(AGENPARL) - Roma, 18 Settembre 2026 - "A dieci anni dalla legge sul caporalato dobbiamo fare un passo avanti e intervenire sulla filiera. Non possiamo limitarci a colpire l'ultimo anello della catena: bisogna risalire a monte e rendere trasparenti le responsabilità di chi acquista, distribuisce e commercializza. Il 28 settembre saremo a Cuneo e nel Saluzzese con una delegazione della Commissione, perché è dai territori e dal confronto con realtà come la Flai Cgil che devono nascere gli strumenti per contrastare il caporalato e garantire lavoro dignitoso".
Così Chiara Gribaudo, presidente della Commissione d'inchiesta sulle condizioni di lavoro in Italia, intervenendo al convegno conclusivo delle Brigate del Lavoro organizzato da Flai Cgil a Torino.
"Serve una filiera che premi le imprese corrette e renda più difficile fare profitti sul lavoro sfruttato. La premialità deve diventare uno strumento concreto: chi garantisce contratti regolari, sicurezza, salari dignitosi e condizioni di lavoro trasparenti deve avere accesso prioritario agli strumenti pubblici e alle opportunità previste dal sistema – ha proseguito la deputata – Al contrario, chi sfrutta non può competere sul mercato alle stesse condizioni di chi rispetta lavoratrici e lavoratori. È una questione di giustizia sociale, ma anche di qualità e competitività del nostro sistema produttivo".
"Per questo con la nostra proposta di legge vogliamo rafforzare la responsabilità lungo tutta la catena e proteggere le persone che hanno il coraggio di denunciare questo sistema. Ad Amendolara i lavoratori sono stati bruciati vivi perché hanno detto basta allo sfruttamento: è una sconfitta dello Stato. E mentre nel 2026 parliamo di droni da mandare in guerra, in Italia non siamo ancora capaci di incrociare domanda e offerta di lavoro e di impedire che le falle del sistema alimentino il caporalato. Servono controlli, strumenti e protezione reale per chi rompe il silenzio" ha concluso Gribaudo.
Roma, 18 settembre 2026