(AGENPARL) - Roma, 17 Settembre 2026 - Per la "Giuditta II" sarà realizzato uno spazio ad hoc all'interno del percorso espositivo, valorizzandone il ritorno a Mestre e il ruolo centrale nel racconto della mostra. Proprio dall'opera di Klimt prende infatti avvio un viaggio attraverso le trasformazioni del corpo nell'arte del Novecento: dalla Secessione viennese di Klimt, Egon Schiele e Oskar Kokoschka alle esperienze del "ritorno all'ordine", fino alle rivoluzioni artistiche degli anni Sessanta e Settanta e alla Body Art, quando il corpo passa dall'essere soggetto della rappresentazione a diventare materia, strumento e linguaggio stesso dell'opera.
Il ritorno della "Giuditta II" riallaccia il filo con una stagione espositiva che negli ultimi dieci anni ha consolidato a Mestre un pubblico sempre più ampio per le grandi mostre. "Attorno a Klimt. Giuditta, eroismo e seduzione", aperta tra dicembre 2016 e marzo 2017, registrò 15.205 visitatori. Negli anni successivi "Kandinsky e le Avanguardie. Punto, linea e superficie" ha superato i 35 mila ingressi, "Chagall. Il colore dei sogni" ha raggiunto circa 31 mila presenze e "Matisse e la luce del Mediterraneo" ha superato quota 32 mila, stabilendo un nuovo record per le esposizioni del Candiani. A chiudere questa fase, prima della nascita del nuovo museo, è stata "MUNCH. La rivoluzione espressionista", ospitata al Candiani dal 30 ottobre 2025 al primo marzo 2026.
La nuova mostra rappresenta così il primo grande appuntamento espositivo di respiro internazionale del MUVEC dopo la nascita della Casa delle Contemporaneità. Il museo, inaugurato il 23 aprile scorso e aperto al pubblico dal 25 aprile, è nato dalla rimodulazione degli spazi del Centro Culturale Candiani e si sviluppa su due piani, con una collezione permanente dedicata all'arte dal 1948 a oggi, spazi per le mostre temporanee e ambienti destinati alle attività educative e ai laboratori. La prima esposizione ospitata dal MUVEC dopo l'apertura è stata la collettiva del Premio Mestre di Pittura 2026.
riconoscibilità e identità alla vita culturale di Mestre".
Curata da Elisabetta Barisoni e ideata dalla Fondazione Musei Civici di Venezia, l'esposizione che sta per inaugurare riunisce 47 opere tra dipinti, disegni, grafiche, sculture e fotografie. I prestiti provengono da importanti musei e fondazioni italiani e internazionali, tra cui il Museo Nacional Thyssen-Bornemisza di Madrid, lo Szépművészeti Múzeum di Budapest, il Leopold Museum di Vienna, la Oskar Kokoschka Foundation di Vevey, le Gallerie dell'Accademia di Venezia, il Getty Research Institute di Los Angeles e la Fondazione Piero Manzoni di Milano.
La mostra coincide con l'avvio operativo del Distretto della Cultura di Mestre, nato dalla collaborazione tra Comune di Venezia, Fondazione Musei Civici di Venezia e Fondazione di Venezia per mettere in rete il Centro Culturale Candiani, il Teatro Toniolo, la Biblioteca Civica VEZ, la Fondazione Bevilacqua La Masa, il MUVEC – Casa delle Contemporaneità, l'Emeroteca dell'Arte, la Casermetta di Forte Marghera e M9 – Museo del '900. Un sistema che collega musei, mostre, biblioteche, spettacoli e attività culturali e che introduce fin da subito un meccanismo concreto per favorire la circolazione del pubblico tra le diverse realtà.
La convenzione prevede infatti agevolazioni incrociate: la tessera delle Biblioteche civiche, la Candiani Card e i biglietti o abbonamenti del Teatro Toniolo consentiranno l'accesso a tariffa ridotta al MUVEC e a M9; chi possiede un biglietto del MUVEC, un biglietto combinato dei musei del moderno e contemporaneo MUVE o la MUVE Friend Card potrà entrare a tariffa ridotta a M9, mentre il biglietto di M9 e la M9 Card daranno diritto alla riduzione per il MUVEC e le sue mostre temporanee.
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Venezia, 17 settembre 2026
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Ca' Farsetti, San Marco 4136 – ; ;
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