(AGENPARL) - Roma, 16 Settembre 2026 - Quei 498 miliardi alla sanità, ai salari e alla crisi climatica, non alle
armi di Trump, Putin e Netanyahu»*
«Il vero tema politico di questa fase è il riarmo, e i dati lo confermano
con una chiarezza brutale: nel 2025 la spesa militare mondiale ha raggiunto
il record storico di 2.887 miliardi di dollari, in crescita per
l'undicesimo anno consecutivo secondo il Sipri. Non è un dettaglio tecnico:
è la fotografia di un mondo che, invece di investire in diplomazia,
cooperazione e sviluppo, sceglie sistematicamente le armi, alimentando la
spirale di guerre che stiamo vivendo, dall'Ucraina al Medio Oriente.
In questo contesto, l'obiettivo NATO del 5% del Pil porterebbe l'Italia dai
45 miliardi di euro attuali a 145 miliardi entro il 2035: più del triplo.
Secondo le stime dell'Osservatorio Milex, il percorso verso il 5% costerà
complessivamente 498 miliardi di euro in più rispetto a restare al 2%.
Quei soldi non servono alle armi: servono alla sanità pubblica, che va
rifinanziata dopo anni di tagli; servono ad alzare i salari, tra i più
bassi d'Europa; servono a finanziare la lotta alla crisi climatica, che
uccide e devasta il territorio ogni anno di più. Altro che riarmo: è di
questo che l'Italia ha bisogno.
Per questo AVS pone un punto dirimente agli alleati: se vinceremo le
elezioni, l'accordo sul 5% del Pil va cancellato. Non è una posizione
identitaria, è una scelta di responsabilità verso il Paese.
Un'alleanza di centrosinistra non può essere succube della logica della
guerra di Trump, Putin e Netanyahu. La vera sfida che abbiamo davanti non è
inseguire la corsa al riarmo dettata da altri, ma costruire finalmente una
politica di difesa ed estera europea, autonoma e capace di parlare con una
voce sola per la pace, non per la guerra.
AVS non arretra su questo punto e lo porrà con chiarezza al centro del
confronto nella coalizione».
