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CERTIFICATI ANTI-CPR, CAVANDOLI (LEGA): IL MEDICO AGISCE IN SCIENZA E COSCIENZA, NON CON IDEOLOGIA MILITANTE
Roma, 16 set. – "Le indagini procedono e, se quanto ipotizzato dalla Procura sarà confermato, ci troveremmo davanti a un fatto gravissimo: certificazioni mediche che non attesterebbero reali condizioni cliniche, ma diagnosi non riscontrate e terapie pretestuose per bloccare le procedure di rimpatrio.
Nel nostro Paese il diritto alla salute è garantito dalla Costituzione ed è assicurato a ogni persona. Questo diritto, però, deve essere tutelato attraverso l'esercizio autonomo e responsabile della professione medica, secondo scienza e coscienza. Il medico deve fare il medico: valutare in modo oggettivo lo stato di salute e certificare esclusivamente ciò che ha realmente riscontrato.
La veridicità delle certificazioni è parte integrante della professione medica e riguarda non solo la responsabilità e la deontologia del medico nei confronti del paziente, ma anche la tutela della collettività.
Se venisse accertato che certificati di non idoneità al trattenimento nei Cpr siano stati invece utilizzati per finalità politico-ideologiche, allo scopo di impedire l'applicazione delle procedure di rimpatrio, ci troveremmo davanti a una violazione gravissima proprio di quella funzione di garanzia che la professione medica è chiamata a svolgere.
Il fatto che le nuove perquisizioni istruttorie riguardino oltre venti medici in nove province italiane conferma la nostra preoccupazione che non si tratti di una iniziativa isolata degli infettivologi di Ravenna. Per questo, la Lega ha presentato una interrogazione parlamentare per verificare che i controlli vengano estesi a tutto il territorio nazionale".