(AGENPARL) - Roma, 12 Settembre 2026 - a:hover {
.btn a {
border-radius: 7px;
@media only screen and (max-width: 620px) {
STRADE SICURE, CECCARDI (LEGA): «PORTIAMO A DIECIMILA I MILITARI. CHI FRENA DEVE RISPONDERE AI CITTADINI»
Roma, 12 sett. – Più militari nelle città per restituire libertà e sicurezza agli italiani. Susanna Ceccardi, europarlamentare della Lega, rilancia la battaglia per portare a 10.000 gli uomini e le donne di "Strade sicure". Niente più rinvii: il centrodestra ha il dovere di proteggere i cittadini.
"Basta città in ostaggio dei delinquenti, servono più militari. Una ragazza deve poter prendere un treno e tornare a casa da sola, senza cambiare strada per paura di essere aggredita. La presenza dello Stato deve scoraggiare chi pensa di poter spadroneggiare nei nostri quartieri. Pretendere che siano i cittadini a limitare la propria vita per convivere con spaccio e violenza significa arrendersi, e la Lega questa resa non la firmerà mai", dichiara Ceccardi.
La proposta leghista stima in 109 milioni di euro l'anno il costo del potenziamento, per raggiungere anche i 61 capoluoghi di provincia ancora esclusi dal presidio dell'operazione secondo i dati del partito. Di fronte a una spesa che la Lega paragona a tre giorni di profitti di una grande banca, la maggioranza ha il dovere di sbloccare l'esame della risoluzione in commissione Difesa e trovare le risorse necessarie per proteggere gli italiani, senza costringerli a pagare il prezzo di altri rinvii.
Già da sindaco di Cascina Ceccardi sosteneva "Strade sicure"; nel gennaio 2024 salutò altri 40 militari a Firenze, contestando alla sinistra la retorica della "percezione di insicurezza". Una linea ferma e tuttora valida, a tutela anche di chi non può permettersi di cambiare quartiere o pagare un taxi ogni sera. Lo Stato deve garantire sicurezza a tutti, a partire da chi ha meno mezzi per proteggersi.
"Chi vuole riorganizzare il presidio del territorio indichi quanti uomini metterà in strada, con quali risorse e da quando. Usare le riforme del domani per frenare il potenziamento di 'Strade sicure' sarebbe una presa in giro per chi subisce rapine, minacce e aggressioni oggi. Si rafforzino polizia e carabinieri e si estenda nel frattempo la presenza dell'Esercito, garantendo che ogni nuovo assetto migliori la protezione dei territori", incalza l'eurodeputata.
A chi frena, Ceccardi ricorda che nel 2023, per il quindicesimo anniversario dell'operazione, Crosetto ne riconobbe il contributo alla sicurezza del Paese. Un valore da rafforzare: ogni riorganizzazione deve garantire il presidio del territorio e risposte concrete alle città.
"Ai controlli devono seguire provvedimenti applicati, a partire dall'esecuzione delle espulsioni legittimamente disposte. È inaccettabile che il lavoro delle nostre divise venga vanificato da decisioni che troppo spesso restano sulla carta. A chi vuole dipingere ogni richiesta di fermezza come una minaccia ai diritti ricordiamo che anche le vittime hanno diritti e pretendono giustizia. Con Matteo Salvini continueremo a difenderle, senza farci intimidire da chi vorrebbe farci vergognare di chiedere ordine e legalità", conclude Ceccardi.