(AGENPARL) - Roma, 9 Settembre 2026 - "Consiglio disinteressato a Lollobrigida, fermi la macchina da presa. Dopo il latte 'tricolore' e l'immaginario da fattoria ministeriale, la campagna elettorale rischia di trasformarsi in una sagra paesana diretta da Wes Anderson dopo tre grappini. Il ministro dell'Agricoltura ha un vantaggio che dovrebbe sfruttare: può parlare di agricoltura. Quella vera, che soffre per i cambiamenti climatici (do you know?). Di reddito degli agricoltori, costi di produzione, filiere, mercati, innovazione, acqua, competitività. Può spiegare cosa ha fatto, non abbastanza, a nostro giudizio, e soprattutto cosa intende fare per un comparto agroalimentare decisivo per lo sviluppo di qualità del Paese e oggi in difficoltà.
Invece, a forza di scenografie, bottiglie, ammiccamenti patriottici e trovate da cinegiornale rurale, che rinfrescano una modalità mai doma in una certa destra, il rischio è che il prodotto più reclamizzato diventi il ministro stesso. Un suggerimento lo diamo lo stesso. Niente spot. Una telecamera fissa, Lollobrigida davanti all'obiettivo, qualche numero, tre idee, due impegni verificabili. Persino una cravatta, volendo. Il resto lasciamolo alle sagre. Che almeno, alla fine, si mangia bene".
Roma, 8 settembre 2026