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ISLAMIZZAZIONE:
SARDONE, CECCARDI E CISINT (LEGA): CHI FINGE DI NON VEDERE È COMPLICE. IN GIOCO LA LIBERTÀ DELLE NOSTRE FIGLIE E IL FUTURO DELL'OCCIDENTE
Roma, 8 set. – Quest'oggi, alle ore 15.00, si è svolto il panel 'Islamizzazione: diritti negati e diritti pretesi', nell'ambito della due giorni di confronto politico della Lega 'A tua difesa'. L'evento si è tenuto alle Officine Farneto davanti a un pubblico attento e partecipativo. Le europarlamentari Silvia Sardone, Susanna Ceccardi e Anna Maria Cisint hanno analizzato con lucidità i fenomeni di islamizzazione in atto nel nostro Paese e in Europa, denunciando le politiche di accoglienza indiscriminata della sinistra e l'assenza di risposte concrete di fronte a violazioni sempre più evidenti dei diritti delle donne e delle bambine.
In Italia l'islamizzazione non è più un'ipotesi futura ma una realtà che avanza: oltre 2.000 moschee abusive, bambine di quattro o cinque anni velate integralmente già nelle aule scolastiche, casi di infibulazione, matrimoni forzati e poligamia che la cronaca registra con preoccupante frequenza anche nei piccoli centri. Il panel ha messo in luce come la sinistra, anziché difendere i valori occidentali, preferisca voltarsi dall'altra parte o minimizzare il problema, favorendo così un processo di sostituzione culturale che minaccia la libertà e l'identità dell'Occidente.
Silvia Sardone ha ribadito l'importanza della Lega in questo contesto: "Il tema dell'islamizzazione è un argomento di grande rilevanza in Italia e nei prossimi anni diventerà sempre più centrale. Noi portiamo avanti questa battaglia a tutela anche delle tantissime donne musulmane che si vedono private di diritti fondamentali per motivi religiosi. Penso alle ragazze obbligate al velo islamico (anche integrale) o ai matrimoni forzati e alle tante donne che non possono lavorare, studiare o vivere all'occidentale. La Lega è l'unica forza politica che ha avanzato numerose proposte su questi argomenti perché ci rendiamo conto che o difendiamo i nostri valori e la nostra identità o ci troveremo di fronte a un futuro di sottomissione culturale".
Anna Maria Cisint ha sottolineato la pericolosità del fenomeno: "La Lega unico antidoto alla radicalizzazione islamica che minaccia la nostra democrazia e le nostre libertà. Le intelligence di buona parte dei Paesi europei si stanno mobilitando per bloccare l'avanzata del radicalismo islamico, che ambisce a sostituire il nostro ordinamento democratico con quello di un regime teocratico. Stiamo parlando non solo del già inaccettabile fondamentalismo religioso, quello che comprime i diritti delle donne e minaccia la sicurezza, ma di una ideologia che usa la religione come strumento politico. L'obiettivo? La sovversione delle istituzioni, per governarci e sostituire le nostre leggi con quelle della Sharia. Si chiama Islam politico e non usa la violenza, ma mezzi legali per insinuarsi nelle nostre istituzioni e comprometterle dall'interno".
Le tre europarlamentari hanno concluso congiuntamente ribadendo la necessità di affrontare con fermezza il fenomeno dell'islam politico, evidenziando come non sia più possibile ignorare o minimizzare i fenomeni che lo caratterizzano. Vi è dunque l'esigenza di rafforzare gli strumenti di controllo e di intervento delle istituzioni, a tutela delle libertà delle donne e delle bambine, della sicurezza delle città e dei valori occidentali.