(AGENPARL) - Roma, 5 Settembre 2026 - Nel 2026, anno del novantesimo compleanno di Manuel Alegre, il rapporto storico tra la sua poesia e la musica ha trovato in Italia una nuova espressione artistica attraverso “Quando il verso si fa canto”, progetto ideato dal soprano Paola Francesca Natale e realizzato attraverso un articolato lavoro artistico, culturale e organizzativo, la cui organizzazione è stata curata dalla dottoressa Rosella Montesano.
Non si tratta semplicemente di un concerto celebrativo dedicato allo scrittore portoghese. Il progetto nasce da un’idea più ambiziosa: trasformare nuovamente la poesia di Alegre in materia musicale, costruendo un ponte tra la tradizione civile e letteraria che ha accompagnato la sua opera per oltre sessant’anni e una nuova interpretazione contemporanea affidata alla voce lirica.
È un’operazione particolarmente significativa proprio nel caso di Alegre.
La sua poesia, infatti, possiede da sempre una dimensione sonora. Durante gli anni della dittatura alcuni suoi versi superarono i confini della pagina scritta, vennero musicati, cantati, ricordati e trasmessi, contribuendo a costruire quella particolare identificazione tra poesia, musica e libertà che accompagna ancora oggi il suo nome.
Paola Francesca Natale riprende idealmente quel filo e lo porta nel XXI secolo.
Dalla poesia portoghese alla voce lirica italiana
Alla base di Quando il verso si fa canto c’è un articolato lavoro di mediazione culturale.
Le poesie di Manuel Alegre sono state tradotte in italiano da Maria Luisa Cusati, Console onorario del Portogallo, permettendo ai testi di attraversare non soltanto una frontiera linguistica ma anche una nuova frontiera musicale.
Su queste traduzioni sono intervenuti i compositori Keith Goodman e Francesco Iannitti Piromallo, chiamati a creare appositamente le musiche destinate al progetto.
Il risultato è quindi qualcosa di diverso dalla semplice esecuzione musicale di poesie già trasformate in canzoni.
Qui avviene un nuovo processo creativo:
Alegre scrive il verso; la traduzione italiana ne ricostruisce il significato e la musicalità; i compositori elaborano una nuova dimensione sonora; la voce di Paola Francesca Natale restituisce infine la poesia al pubblico attraverso il canto.
Letteratura, traduzione, composizione e interpretazione diventano così quattro momenti della stessa opera culturale.
Un dialogo tra canto, pianoforte e parola recitata
Anche la struttura dello spettacolo riflette questa impostazione.
Quando il verso si fa canto alterna infatti interpretazione lirica, accompagnamento pianistico, reading e recitazione poetica.
La poesia non viene quindi cancellata dalla musica.
Rimane riconoscibile.
A volte è parola pronunciata, altre volte diventa canto; in altri momenti è il pianoforte a costruire lo spazio emotivo nel quale il testo può essere ascoltato.
Questa alternanza permette di conservare una caratteristica fondamentale dell’opera di Alegre: la centralità della parola.
La musica non viene utilizzata come decorazione del testo, ma come un secondo linguaggio capace di amplificarne memoria, ritmo ed emozione.
Napoli, 7 maggio 2026: il tributo per i novant’anni
Uno dei momenti centrali del progetto si è svolto a Napoli il 7 maggio 2026, presso l’Associazione Culturale Maksim Gor’kij, con il patrocinio dell’Ambasciata del Portogallo.
La scelta di celebrare attraverso la musica il novantesimo compleanno di Alegre assume un valore particolare proprio alla luce della sua biografia.
A novant’anni di distanza dalla nascita e oltre sessant’anni dopo Praça da Canção, la poesia che durante la dittatura aveva trovato nella musica uno strumento di circolazione e di resistenza viene nuovamente trasformata in canto, questa volta nel contesto di un’Europa democratica e attraverso l’incontro culturale tra Portogallo e Italia.
Il significato simbolico è evidente.
Ciò che un tempo veniva cantato per superare la censura viene oggi cantato per preservare la memoria.
Da Napoli a Marina di Grosseto
L’esperienza non è rimasta confinata all’appuntamento napoletano.
Il progetto è stato successivamente riproposto nell’ambito di altre iniziative culturali, tra cui l’appuntamento di Marina di Grosseto, inserito nel percorso poetico-musicale “Dall’Italia al Portogallo”.
Ed è proprio questa capacità di viaggiare che rappresenta uno degli aspetti più interessanti dell’iniziativa.
Le poesie nascono in Portogallo.
Attraversano la storia politica del Novecento.
Vengono tradotte in italiano.
Incontrano compositori contemporanei.
Entrano nella voce di un soprano italiano.
E tornano davanti a un pubblico attraverso una forma artistica differente da quella nella quale erano state originariamente concepite.
È, in piccolo, la dimostrazione della capacità della grande letteratura di superare contemporaneamente tempo, lingua e confini nazionali.
Paola Francesca Natale e la continuità di una tradizione
Il ruolo di Paola Francesca Natale assume quindi un significato che va oltre quello dell’interprete.
Essendo il progetto nato da una sua idea, il soprano diventa il punto di partenza di una nuova fase della relazione tra la poesia di Alegre e la musica.
Ed è una relazione che possiede radici profonde.
Nel Novecento i versi del poeta portoghese erano entrati nella cultura musicale anche attraverso interpreti e autori che appartengono alla storia culturale del Paese. La stessa biografia artistica di Alegre dimostra come una poesia possa acquisire una seconda vita quando incontra la musica.
Quando il verso si fa canto non cerca di riprodurre quella stagione.
Fa qualcosa di più interessante: ne raccoglie il principio e lo reinventa.
La musica non è più lo strumento clandestino attraverso il quale aggirare la censura dell’Estado Novo. Diventa uno strumento europeo di trasmissione della memoria.
Ed è proprio questo passaggio a rendere il progetto particolarmente coerente con la storia del poeta.
Quando il verso continua a vivere
Il titolo scelto da Paola Francesca Natale finisce così per descrivere non soltanto uno spettacolo, ma una parte essenziale della vicenda artistica di Manuel Alegre.
“Quando il verso si fa canto” è ciò che accadde quando la poesia del giovane oppositore portoghese uscì dai libri sequestrati e cominciò a circolare attraverso la memoria e la musica.
È ciò che accadde quando quei versi entrarono nella coscienza collettiva di una generazione.
Ed è ciò che accade nuovamente oggi quando un soprano italiano, due compositori e una traduttrice riportano quelle parole davanti a un nuovo pubblico.
A novant’anni, dunque, la poesia di Manuel Alegre non viene soltanto commemorata.
Viene reinterpretata.
E probabilmente non potrebbe esserci omaggio più coerente per un poeta la cui opera ha dimostrato per tutta la vita che un verso, quando incontra una voce, può smettere di appartenere soltanto al suo autore e diventare patrimonio di tutti.
