(AGENPARL) - Roma, 3 Settembre 2026 - Le relazioni commerciali tra Cina e Unione Europea attraversano una nuova fase di tensione. Pechino ha invitato Bruxelles ad abbandonare la logica delle pressioni unilaterali e delle minacce di restrizioni al mercato europeo, chiedendo che le controversie economiche vengano affrontate attraverso un confronto paritario e negoziati pragmatici.
Secondo Huang Ling, portavoce del Ministero del Commercio cinese (MOFCOM), le consultazioni tra Cina e UE dovrebbero rispettare la natura strategica e reciprocamente importante della partnership commerciale. Pechino sostiene che le rispettive preoccupazioni debbano essere discusse senza condizioni imposte unilateralmente e senza ricorrere sistematicamente alla prospettiva di nuove barriere commerciali.
La presa di posizione cinese arriva dopo le dichiarazioni del commissario europeo al Commercio Maroš Šefčovič, secondo cui Pechino dovrebbe produrre risultati concreti nei negoziati con Bruxelles. In assenza di progressi, l’Unione potrebbe valutare un ricorso più ampio ai propri strumenti di difesa commerciale.
Anche la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha recentemente ribadito la possibilità di utilizzare gli strumenti a disposizione dell’UE qualora il dialogo con la Cina non permetta di affrontare gli squilibri che Bruxelles considera problematici.
Pechino: «Il protezionismo non porta da nessuna parte»
La risposta cinese insiste soprattutto sulla necessità di mantenere aperti i mercati e salvaguardare il sistema multilaterale degli scambi. Huang ha invitato l’UE a sostenere il libero commercio e il quadro di regole dell’Organizzazione Mondiale del Commercio, mettendo in guardia contro una progressiva deriva protezionistica.
Per Pechino, la Cina non dovrebbe essere considerata la causa delle difficoltà economiche europee, ma un possibile partner con cui sviluppare investimenti, commercio e cooperazione industriale.
«Il protezionismo non porta da nessuna parte e la cooperazione vantaggiosa per entrambe le parti è la strada giusta», ha affermato il portavoce, ribadendo la disponibilità cinese a rafforzare i meccanismi regolari di comunicazione con Bruxelles, gestire le divergenze e ampliare la cooperazione economica.
Crescono le frizioni commerciali tra Cina ed Europa
Lo scontro verbale si inserisce in un quadro più ampio di tensioni. Negli ultimi mesi l’Unione Europea e alcuni Stati membri hanno adottato o discusso misure destinate a incidere direttamente sulle imprese e sulle esportazioni cinesi.
Tra i dossier più sensibili figurano la tutela dell’industria europea, gli squilibri commerciali, l’accesso ai rispettivi mercati e la concorrenza nei settori strategici.
Anche le nuove norme francesi sulla cosiddetta fast fashion, che possono incidere su piattaforme cinesi di e-commerce come Shein e Temu, hanno provocato la reazione di Pechino. Il MOFCOM sostiene che determinate misure ambientali e di sostenibilità rischino di trasformarsi in strumenti discriminatori e chiede che siano rispettati i principi dell’OMC.
Il nodo della competitività europea
Secondo analisti cinesi, il linguaggio particolarmente duro utilizzato da alcuni esponenti europei potrebbe avere anche una funzione negoziale: aumentare la pressione su Pechino in vista delle prossime consultazioni.
Jian Junbo, direttore del Centro per le relazioni Cina-Europa dell’Istituto di studi internazionali dell’Università di Fudan, sostiene che Bruxelles dovrebbe concentrarsi maggiormente sulle proprie difficoltà strutturali e sul rafforzamento della competitività attraverso innovazione e sviluppo industriale.
Dal punto di vista cinese, un’escalation basata su dazi, restrizioni e reciproche contromisure rischierebbe invece di rendere più difficile trovare compromessi sui dossier economici aperti.
Nuovi colloqui in preparazione
Nonostante l’inasprimento della retorica, i canali negoziali rimangono aperti. Tra il 31 agosto e il 2 settembre, il viceministro cinese del Commercio Ling Ji ha tenuto colloqui a Pechino con Denis Redonnet, vicedirettore generale della Commissione europea responsabile del commercio e della sicurezza economica.
I contatti preparano il secondo incontro del meccanismo di consultazione Cina-UE sul commercio e sugli investimenti, previsto in autunno.
Il prossimo confronto potrebbe quindi rappresentare un passaggio importante per capire se le due parti riusciranno a trasformare le attuali tensioni in un negoziato concreto oppure se prevarrà una progressiva contrapposizione commerciale.
Per Pechino la linea resta quella del dialogo, purché condotto su basi considerate paritarie. Bruxelles, dal canto suo, punta a ottenere risultati verificabili sulle questioni che considera centrali per riequilibrare i rapporti economici. Il vero banco di prova sarà trovare un compromesso capace di conciliare apertura commerciale, tutela degli interessi industriali europei e accesso reciproco ai mercati.
