(AGENPARL) - Roma, 3 Settembre 2026 - Abbiamo presentato un'interrogazione urgente al Ministro degli Esteri per sapere se sia a conoscenza dei gravissimi fatti emersi in merito alla gestione dei visti d'ingresso per i cittadini della Federazione Russa e per chiedere quali verifiche immediate siano state attivate dalla Farnesina. Chiediamo al governo di far piena luce sull'itinerario dichiarato dal presunto autore dell'attentato di Lipsia — entrato nell'area Schengen con un visto turistico rilasciato dal consolato italiano di Minsk, nonostante fosse noto alle autorità baltiche per precedenti penali — e di chiarire perché, di fronte alle criticità emerse e al contesto di sicurezza post-aggressione all'Ucraina, l'Italia non ritenga necessario adottare una linea più rigorosa e promuovere in sede europea criteri comuni e stringenti per il rilascio dei visti, superando lo scetticismo espresso con la Francia sulle restrizioni agli ex combattenti russi.
La richiesta di chiarimenti si rende indispensabile alla luce di un quadro conoscitivo e giudiziario estremamente allarmante, segnato dall'arresto dell'ambasciatore Piergabriele Papadia De Bottini a Tashkent per un presunto sistema illecito che avrebbe garantito ad almeno 95 cittadini russi privi di requisiti visti pluriennali. Un episodio che si inserisce in un dato complessivo in base al quale l'Italia, con circa 160.000 visti concessi nel solo 2025 su un totale di 477.800 rilasciati in tutta l'area Schengen a cittadini russi, si posiziona ai vertici europei per concessioni; in tale contesto, la vulnerabilità delle procedure consolari italiane cessa di essere una semplice irregolarità amministrativa per trasformarsi in un potenziale e inaccettabile rischio per la sicurezza nazionale e dell'intera Unione Europea.
Così i deputati Pd della commissione Esteri Amendola, Boldrini, Fassino, Porta, Provenzano e Quartapelle, firmatari dell'interrogazione al ministro Tajani.
Roma, 3 settembre 2026