(AGENPARL) - Roma, 3 Settembre 2026 - "Ciao Fabio. Sei stato un maestro per me, non solo un papà politico che mi ha sostenuto e protetto. Ti avevo sentito poco prima della pausa agostana, sempre combattivo con la testa sulle cose del mondo grande e terribile. Parlavamo della tragedia di Ceuta, della guerra ibrida che era stata scatenata contro il governo spagnolo, ma soprattutto di quei poveri cristi che erano morti per cercare una vita più dignitosa e a cui non importava niente a nessuno. Non riesco a descrivere in questo momento di emozione enorme cosa significhi per tante e tanti di noi il vuoto che lasci".
"Per il percorso che abbiamo fatto insieme per molti anni – aggiunge – tentando di evitare che la sinistra finisse nelle secche del pensiero unico. Avevi ragione tu, bisognava mantenere il punto, tenere alta la battaglia delle idee, anche a costo di passare per sconfitte, mentre tutto intorno a noi si adattava. Che cosa resta di una vita dedicata al riscatto di chi lavora, di chi soffre, di chi è stato lasciato in ultima fila dal cognome, dal luogo dove nasci, dal reddito che hai a disposizione? Innanzitutto il rigore morale: si fa quello che si dice, la politica è una cosa seria.
E poi sviscerare criticamente le trasformazioni dell'economia, del capitale, del lavoro: mai con il torcicollo, mai con la testa ficcata nel passato. Perché la spinta verso una società di giustizia e di libertà non può estinguersi. Vivrà sempre – conclude – nel cuore di chi non si rassegna e combatte".
Roma, 3 settembre 2026