(AGENPARL) - Roma, 1 Settembre 2026 - «Un Piano per l'eliminazione delle barriere architettoniche che, per essere
consultato, crea barriere digitali. Sembra una battuta, ma è la cruda
realtà dell'approccio dell'Amministrazione Lagalla alla disabilità:
l'accessibilità come una casella da spuntare, non come una cultura capace
di garantire autonomia e partecipazione.
La vicenda ha del paradossale. L'Amministrazione ha presentato il PEBA
annunciando un approccio capace di superare non soltanto le barriere
fisiche, ma anche quelle sensoriali e cognitive. Poi, nella pubblicazione
concreta degli elaborati, emergono problemi che riguardano proprio
l'accessibilità. La Planimetria Generale allegata al comunicato
istituzionale è un PDF costituito sostanzialmente da un'unica immagine: le
informazioni contenute nella tavola non sono quindi fruibili attraverso un
lettore di schermo. Su numerosi altri elaborati sono state segnalate figure
prive di testo alternativo, tabelle senza intestazioni correttamente
riconoscibili dalle tecnologie assistive e problemi nella struttura dei
documenti. Anche l'utilizzo dei colori in alcune tavole presenta elementi
che devono essere verificati rispetto alla fruibilità da parte delle
persone con alterazioni della percezione cromatica.
Non si tratta di dettagli tecnici per addetti ai lavori. Sono ostacoli
concreti alla possibilità di conoscere pienamente gli elaborati e quindi di
partecipare alla fase delle osservazioni. E c'è un elemento ancora più
incomprensibile: per la Planimetria Generale esiste già, tra gli elaborati
depositati all'Albo Pretorio, una versione dotata di testo reale, mentre
nel comunicato istituzionale ne è stata pubblicata una che non lo è. Per un
Piano che dovrebbe insegnare alla città a rimuovere le barriere è una
contraddizione difficile da spiegare.
La questione investe anche la regolarità della fase di consultazione. Il
Comune ha aperto trenta giorni nei quali cittadini, cittadine e soggetti
interessati possono presentare osservazioni. Quei trenta giorni devono
essere realmente utilizzabili da tutti. Se alcune persone possono accedere
integralmente ai documenti fin dal primo giorno e altre incontrano ostacoli
che rendono più difficile o impossibile la consultazione di alcuni
contenuti, la partecipazione non avviene in condizioni di parità.
Non intervenire tempestivamente significa anche esporre inutilmente il
procedimento a contestazioni successive e a possibili impugnative da parte
di chi dovesse dimostrare di non avere potuto partecipare pienamente alla
fase delle osservazioni. Sarebbe paradossale che uno strumento atteso e
necessario come il PEBA venisse indebolito proprio dalle modalità con cui
l'Amministrazione lo ha reso consultabile.
Il problema va oltre il singolo errore di pubblicazione. L'accessibilità
non può essere una parola da inserire nei comunicati, come appare essere
per Lagalla. Deve diventare un criterio ordinario con cui il Comune produce
un documento, organizza un servizio, progetta uno spazio pubblico. Se
persino quando si pubblica il Piano per l'eliminazione delle barriere non
ci si accorge delle barriere presenti nei documenti, significa che questa
cultura non è ancora entrata davvero nelle pratiche dell'Amministrazione.
Chiedo quindi di verificare immediatamente tutte le criticità segnalate,
correggere gli elaborati che risultassero non conformi e rideterminare
conseguentemente il termine per le osservazioni, garantendo trenta giorni
effettivi di consultazione dell'intera documentazione in formato
accessibile.
Non chiediamo evidentemente di rallentare il PEBA. Chiediamo esattamente il
contrario, ossia metterlo al riparo da contestazioni e di farlo nascere
rispettando, fin dal primo atto, il principio per cui è stato scritto. Un
Piano contro le barriere deve essere accessibile anche nel modo in cui
viene conosciuto e discusso».
ha presentato un'interrogazione urgente sulle criticità emerse nella
pubblicazione del PEBA, il Piano per l'eliminazione delle barriere
architettoniche di Palermo, attualmente nella fase di consultazione
pubblica.
![[Comune Palermo] Piano per l’eliminazione delle barriere architettoniche (PEBA). Di Gangi: “Il piano contro le barriere crea barriere. Così l’Amministrazione Lagalla trasforma l’accessibilità in un esercizio di stile](https://agenparl.eu/wp-content/uploads/2026/04/Comune-di-Palermo-@ComunePalermo-.png)