(AGENPARL) - Roma, 1 Settembre 2026 - Le attività del progetto "Fuori dal Giro – Azioni integrate socio-sanitarie
per la prevenzione e la cura delle dipendenze patologiche" sono proseguite
diversi livelli di intervento e rafforzando la presenza nei luoghi in cui
emergono situazioni di consumo, marginalità e maggiore vulnerabilità.
Da giugno ad agosto il progetto ha operato attraverso Camper diurno, Camper
notturno, Drop In diurno e Drop In notturno, integrando la risposta ai
bisogni primari con azioni di riduzione del danno, ascolto, counselling,
orientamento e accompagnamento ai servizi. Parallelamente sono proseguite
le altre componenti del progetto, dai percorsi individualizzati P.A.D. alle
attività finalizzate al recupero e all'inclusione sociale, insieme al
lavoro di rete, al monitoraggio e al coordinamento con i servizi
territoriali.
I dati dei tre mesi restituiscono la dimensione di un'attività che non si è
fermata neppure durante il periodo estivo.
*Drop In diurno: accoglienza, servizi e riduzione del danno*
Nel trimestre il Drop In diurno ha accolto complessivamente 74 utenti
unici, 55 uomini e 19 donne. Sono stati erogati 881 pasti, 364 docce e 177
servizi di lavanderia. Sono stati inoltre effettuati 12 invii ai servizi,
sia comunali sia dell'ASP, mentre in 75 giornate risultano registrati
colloqui con gli utenti.
Particolare attenzione è stata dedicata alla riduzione del danno, con la
distribuzione di 281 unità e forniture di materiale, tra kit, presidi per
un consumo più sicuro, preservativi e altri strumenti.
Durante l'estate è stato, inoltre, avviato il Drop In notturno, ampliando
ulteriormente la capacità di accoglienza del progetto. L'accoglienza
notturna non rappresenta soltanto la disponibilità di un posto letto, ma
uno spazio di protezione, igiene, alimentazione e relazione, nel quale è
possibile costruire progressivamente un percorso di accompagnamento verso i
servizi.
*Camper diurno: la prossimità nei quartieri*
Importante anche il lavoro di prossimità svolto dal Camper diurno, che tra
giugno e agosto ha registrato 149 contatti, di cui 29 primi contatti,
operando in diverse aree della città: Casa Professa-Albergheria, Ballarò,
Complessivamente sono stati realizzati 229 interventi psicosociali, tra cui
78 agganci, 32 interventi dello psicologo, 61 dell'assistente sociale, 21
invii ai servizi, 21 affiancamenti PEER e 15 interventi del mediatore.
L'attività ha riguardato ascolto e orientamento, con particolare attenzione
all'accesso ai Ser.D. e agli altri servizi territoriali, agli
accompagnamenti e al sostegno rispetto a bisogni abitativi, documentali e
lavorativi.
*Camper notturno: prevenzione e riduzione del danno nei luoghi della movida*
Il Camper notturno ha portato invece le attività di prevenzione e riduzione
del danno direttamente nei luoghi della socialità e del divertimento
estivo, raggiungendo EPYC, PYC, Cantieri Culturali in occasione del Pride,
Sono stati registrati 188 contatti complessivi, 144 dei quali primi
contatti, insieme a colloqui, agganci e interventi di supporto.
Particolare attenzione è stata dedicata all'informazione e alla
distribuzione dei presidi, oltre che alla presenza della zona chill out,
utilizzata anche per assistere persone in stato di alterazione e offrire
uno spazio protetto all'interno dei contesti di aggregazione.
*"Locali Safer Palermo" e campagna anti-spiking*
collaborazione con gestori di locali e discoteche e organizzatori di
eventi, con l'obiettivo di costruire una rete orientata a rendere i
contesti del divertimento notturno più sicuri, inclusivi e attenti al
benessere delle persone.
Dai Tavoli tecnici è nata la proposta "Locali Safer Palermo", che punta a
coinvolgere attivamente il mondo della notte nella promozione di pratiche
di prevenzione e riduzione dei rischi.
In questa stessa direzione ha preso avvio la campagna anti-spiking,
attraverso la distribuzione nei locali e negli eventi di tappi
copri-bicchiere e flyer informativi appositamente realizzati, con
l'obiettivo di aumentare la consapevolezza sul fenomeno e offrire strumenti
concreti di prevenzione e autoprotezione.
informativi nei luoghi di aggregazione e sono stati avviati contatti con
enti e organizzazioni per ulteriori attività di informazione e prevenzione.
«La continuità garantita, anche, durante i mesi estivi è un elemento
particolarmente importante – dichiara l'assessore Mimma Calabrò –. Le
fragilità e i problemi legati alle dipendenze non vanno in vacanza. Avere
servizi capaci di rimanere presenti nei quartieri, nelle strade e nei
luoghi della socialità significa non lasciare sole le persone nei momenti
di maggiore vulnerabilità. I risultati di questi mesi confermano
l'importanza di una risposta pubblica costruita sulla prossimità e
sull'integrazione tra intervento sociale e sanitario. L'esperienza
dell'estate 2026 conferma così un principio semplice ma essenziale: per
intercettare il disagio sommerso occorre esserci, con continuità, nei
luoghi e nei momenti in cui le persone hanno bisogno di incontrare un
servizio».
«Dietro ciascuno di questi numeri c'è soprattutto una relazione costruita –
sottolinea Laura Pavia, responsabile del progetto –. Un pasto, una doccia,
un colloquio o la distribuzione di un presidio non sono interventi isolati:
spesso rappresentano il primo passo per creare fiducia con persone che
difficilmente arriverebbero spontaneamente a un servizio. Il valore del
progetto sta proprio nella capacità di partire dalla situazione concreta
della persona e accompagnarla, senza giudizio e rispettandone i tempi».
«L'esperienza di questi mesi conferma l'efficacia di un modello flessibile
e integrato – aggiunge Francesca Pruiti, responsabile del progetto –. Il
Camper diurno raggiunge persone in situazioni di marginalità, quello
notturno intercetta soprattutto i contesti della movida e del divertimento,
mentre i Drop In consentono di dare continuità alla relazione e di
costruire interventi più strutturati. Mettere in comunicazione questi
diversi livelli, insieme ai Ser.D., ai servizi sociali e alla rete
territoriale, permette di trasformare l'aggancio in una reale opportunità
di cura e inclusione».
Il progetto proseguirà nei prossimi mesi rafforzando ulteriormente
l'integrazione tra prossimità, riduzione del danno, accoglienza, presa in
carico e inclusione sociale e lavorativa.
Un sistema nel quale unità mobili, Drop In, percorsi P.A.D., Officine del
Recupero e rete dei servizi non costituiscono interventi separati, ma parti
complementari di un unico percorso costruito intorno alla persona.
![[Comune Palermo] Report del progetto “Fuori dal giro”. Calabrò: «Garantita la continuità delle attività anche durante i mesi estivi»](https://agenparl.eu/wp-content/uploads/2026/09/image-2-721x1024.png)