(AGENPARL) - Roma, 29 Agosto 2026 - *SUMMER ACADEMY ECR. CIRIANI: "SVOLTA SULLE POLITICHE MIGRATORIE, L'EUROPA
SEGUE LA LINEA ITALIANA. PREVENIRE GLI ARRIVI INVECE DI REDISTRIBUIRE.
PROSSIMO OBIETTIVO: RETURN HUBS NEI PAESI TERZI E ACCORDI CON L'AFRICA"*
"Sulle politiche migratorie l'Unione Europea ha finalmente cambiato
paradigma, abbandonando la logica fallimentare della semplice gestione e
redistribuzione degli sbarchi per passare alla difesa delle frontiere
esterne e alla prevenzione dei flussi illegali. È la linea che l'Italia e
il Gruppo ECR sostengono da sempre e che oggi sta diventando la politica
ufficiale dell'Unione". Così l'eurodeputato *Alessandro Ciriani* di
Fratelli d'Italia nel suo intervento alla Summer Academy del Gruppo dei
in provincia di Rimini.
Nel suo discorso, Ciriani ha ripercorso i passi avanti compiuti dalle
istituzioni comunitarie, evidenziando il lavoro svolto in prima persona a
Bruxelles: "L'approvazione del nuovo Patto sulla Migrazione e l'Asilo e la
definizione di una lista comune europea dei Paesi di origine sicuri —
provvedimento per il quale ho avuto l'onore di svolgere il ruolo di
relatore — dimostrano che fino a pochi anni fa ciò che sembrava impossibile
oggi è realtà. Significa procedure più rapide, rimpatri più efficaci e
regole certe".
L'eurodeputato ha tuttavia lanciato un chiaro monito contro i cortocircuiti
provocati dalle scelte dei singoli Paesi membri, citando la recente crisi
alla frontiera di Ceuta: "Non possiamo permetterci che i passi avanti fatti
dall'Unione vengano vanificati dalle scelte ideologiche di singoli Governi.
La decisione del Governo Sánchez in Spagna di procedere a una vasta
regolarizzazione di immigrati irregolari è un gravissimo errore: crea un
irresistibile 'fattore di attrazione' (pull factor) e scarica le
conseguenze sull'intero spazio di libera circolazione di Schengen.
Proteggere le frontiere esterne è un dovere comune, non un'opzione
facoltativa per fare propaganda elettorale interna".
Guardando al futuro della politica di difesa dei confini comunitari,
Ciriani ha tracciato la rotta per i prossimi mesi: "I prossimi passi
strategici devono spostare sempre più all'esterno dei confini UE la
gestione dei flussi irregolari. Le nuove norme sui rimpatri aprono alla
possibilità concreta di realizzare return hubs in Paesi terzi e di
stringere partnership strategiche e paritarie con i Paesi africani di
origine e transito. Fermare i trafficanti di esseri umani prima che partano
e gestire le domande fuori dal territorio europeo è l'unica strada
sostenibile, umana ed efficace per garantire sicurezza e legalità".


