(AGENPARL) - Roma, 29 Agosto 2026 - In Puglia l'agricoltura continua a creare lavoro, mentre nel resto d'Italia il settore perde occupati.
I dati del CREA (Consiglio per la Ricerca in agricoltura e l'analisi dell'Economia Agraria), lo confermano: l'occupazione agricola cala del 3,3% a livello nazionale, mentre in Puglia cresce del 4,3%. In provincia di Foggia l'agricoltura incide per oltre il 12% nell'occupazione complessiva, ben oltre il 7,4% regionale e il 3,8% nazionale.
Questi numeri non servono a celebrare nessuno. Servono a ricordare che in Capitanata l'agricoltura è ancora lavoro vero, impresa vera, economia reale.
Chi vive questo territorio lo sa. Questi mesi sono importanti per il settore orticolo, del pomodoro da industria e per il comparto vitivinicolo. Ci sono aziende che cercano manodopera e famiglie che vivono di questo settore.
Negli ultimi tempi incontro sempre più spesso agricoltori. Mi parlano dei costi del concime, dell'acqua, dell'energia, dei trattamenti. Mi parlano delle malattie delle piante, del clima, dell'incertezza del raccolto.
E chi conosce davvero questo mondo sa una cosa: l'agricoltore investe oggi e spesso scopre solo molti mesi dopo se quel lavoro gli avrà dato qualcosa in cambio.
Poi c'è il tema del caporalato.
Esiste, è una piaga grave e va combattuto con fermezza. Ma non possiamo e dobbiamo permettere che diventi l'unica chiave con cui leggere il mondo agricolo foggiano, che merita, invece, apprezzamento e rispetto.
Perchè da noi cresce anche la manodopera straniera regolarmente impiegata. Un dato che va evidenziato, perché dimostra che accanto alla illegalità, che va contrastata, esiste anche un fitto tessuto di aziende che assume, paga contributi, investe e prova a lavorare rispettando le regole.
Ed è proprio qui che le istituzioni devono essere capaci di distinguere.
La sicurezza sul lavoro non si discute. Ma neppure il buon senso dovrebbe essere messo da parte.
Chi sfrutta va punito. Chi vìola deliberatamente le regole va sanzionato. Ma chi cerca di lavorare correttamente e inciampa in un sistema complicato va aiutato a non sbagliare.
Questo deve essere il compito della Politica, trasformare i problemi in proposte: procedure più semplici, adempimenti più rapidi, strumenti chiari per le sostituzioni dei lavoratori, assistenza alle piccole aziende e controlli seri contro chi sfrutta.
La legalità non si difende soltanto con le sanzioni.
Si difende anche costruendo regole che possano essere rispettate.
La Capitanata vive ancora molto della sua terra e vuole, e deve, continuare a produrre ricchezza e lavoro.
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