(AGENPARL) - Roma, 26 Agosto 2026 - CAGLIARI, 26 agosto 2026 – "La crisi della plastica non è più un'emergenza episodica. È una crisi della filiera che la Sardegna deve affrontare con una strategia propria". La Sardegna raccoglie grandi quantità di plastica ed è prima in Italia per raccolta pro capite degli imballaggi. Servono tre o quattro piattaforme per ridurre i volumi, stoccare il materiale e valorizzarlo". Lo affermano il segretario regionale di Forza Italia Pietro Pittalis e il consigliere nazionale Marco Tedde.
"La Regione ha dovuto creare circa 2.700 tonnellate di capacità di stoccaggio temporaneo e trasferire materiale nel continente. Sono misure necessarie nell'emergenza, ma non possono diventare la risposta strutturale. Non si può continuare semplicemente a cercare nuovi luoghi dove accumulare la plastica".
"Densificare significa ridurre i volumi e trasformare un problema in una risorsa, selezionando e triturando la plastica e sottoponendola a un trattamento termomeccanico che la rende molto più compatta, riducendone sensibilmente il volume e facilitandone movimentazione e conservazione. L'obiettivo è evitare di dover collocare immediatamente il materiale quando il mercato è in difficoltà e creare una riserva da avviare al recupero quando le condizioni saranno più favorevoli".
"Si tratta, in sostanza, di trasformare la plastica raccolta da rifiuto in materiale plastico recuperato, pronto per essere reimmesso nei processi produttivi. Una prima stima indica un investimento nell'ordine di 200-400 mila euro per una piattaforma di dimensioni medio-piccole, da definire sulla base dei quantitativi trattati e delle infrastrutture già disponibili".
"Proponiamo quindi tre o quattro piattaforme territoriali, preferibilmente utilizzando aree e impianti esistenti, dotate di selezione, triturazione, densificazione e stoccaggio. L'obiettivo è ridurre drasticamente i volumi, diminuire le esigenze di spazio e movimentazione e consentire alla Sardegna di gestire il materiale con maggiore autonomia".
"È giusto chiedere a Governo e COREPLA di garantire la regolarità dei ritiri, ma la Regione non può limitarsi a scaricare il problema su Roma. La crisi era già evidente a dicembre 2025 e oggi rischia di ripetersi. L'insularità rende ancora più urgente dotare la Sardegna di una capacità autonoma di gestione della filiera".
"I depositi temporanei servono per l'emergenza. Per il futuro servono impianti, tecnologia e una strategia industriale. La Sardegna deve smettere di accumulare plastica e cominciare a trattarla, conservarla e valorizzarla, trasformando un rifiuto in materiale recuperato da reimmettere nel circuito produttivo".
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