(AGENPARL) - Roma, 13 Agosto 2026 - ponte"*
L'emergenza provocata dall'attività dell'Etna sta mettendo a dura prova il
sistema dei trasporti siciliano. Centinaia di voli cancellati o dirottati,
migliaia di passeggeri in difficoltà e collegamenti alternativi
insufficienti stanno producendo disagi enormi proprio nel periodo di
maggiore affluenza turistica.
L'Etna non è una sorpresa. È lì da sempre. La sua attività fa parte della
realtà del territorio e, naturalmente, la sicurezza dei voli deve venire
prima di tutto. La sorpresa, piuttosto, è trovarsi di fronte a un sistema
dei trasporti così fragile da non riuscire a garantire alternative adeguate
quando uno dei principali aeroporti del Paese entra in difficoltà. È in
questa situazione che il Governo dovrebbe intervenire con una risposta
straordinaria. Chiediamo al ministro Salvini di attivare immediatamente un
piano nazionale di mobilità ferroviaria, con treni aggiuntivi e gratuiti
dalle principali città italiane verso la Sicilia e con il potenziamento dei
collegamenti ferroviari interni all'Isola. Roma, Napoli, Firenze, Bologna,
Milano e gli altri principali nodi ferroviari devono essere collegati con
servizi straordinari verso la Sicilia, coordinati con i collegamenti sullo
Stretto e con la rete ferroviaria siciliana. L'obiettivo deve essere quello
di ridurre al minimo i disagi per chi ha subito la cancellazione o il
dirottamento del proprio volo e garantire un'alternativa pubblica a chi
oggi rischia di rimanere bloccato. Chi ha perso un volo non può essere
lasciato solo a cercare un'alternativa, spesso pagando prezzi esorbitanti o
affrontando ore di attesa. In una situazione di emergenza lo Stato deve
garantire il diritto alla mobilità e mettere a disposizione dei cittadini
una rete di trasporto pubblico capace di assorbire, per quanto possibile,
gli effetti della crisi. Mentre migliaia di persone sono alle prese con un
problema immediato e concreto, il ministro Salvini continua a indicare il
Ponte sullo Stretto e la TAV Torino-Lione come grandi priorità
infrastrutturali del Paese.
Sono proprio queste le priorità che contestiamo. Non abbiamo bisogno di
concentrare risorse pubbliche in grandi opere controverse e di lunghissima
realizzazione mentre la rete ferroviaria ordinaria, il trasporto pubblico
locale e i collegamenti nel Mezzogiorno continuano a presentare gravi
carenze.
La vicenda di Catania mostra invece quali dovrebbero essere le vere
priorità: potenziare il trasporto pubblico, rafforzare la rete ferroviaria,
costruire collegamenti alternativi efficienti e rendere il sistema dei
trasporti capace di resistere alle emergenze.
Il Mezzogiorno non ha bisogno soltanto di grandi opere da inaugurare tra
anni, ha bisogno di infrastrutture che funzionino ogni giorno, siano
accessibili a tutti e sappiano garantire la mobilità anche quando una parte
della rete va in crisi. Per questo chiediamo al Governo di intervenire
subito con treni straordinari, gratuiti e coordinati con la rete nazionale,
per garantire un'alternativa concreta alle migliaia di persone coinvolte
dalle cancellazioni. Meno grandi opere inutili. Più trasporto pubblico, più
infrastrutture utili, più diritti.
