(AGENPARL) - Roma, 11 Agosto 2026 - La crisi che sta attraversando la radioterapia campana non è soltanto un problema amministrativo: è un nodo che tocca la struttura stessa delle istituzioni, il loro funzionamento, la loro capacità di garantire continuità, equità e responsabilità nei servizi essenziali sopratutto per i pazientifragili quali sono quelli oncologici.
In un contesto in cui la programmazione regionale è ferma, i contratti con le Asl non sono stati rinnovati e le strutture accreditate lavorano da mesi in regime di proroga informale, il rischio di interruzione delle cure oncologiche diventa un tema che riguarda non solo la sanità, ma la tenuta del patto sociale.
Per questo, accanto alla voce dei tecnici e degli operatori, interviene il dottor Bruno Accarino, Responsabile Regionale Sindacato Nazionale Radiologi (SNR); già Vicepresidente Società Italiana di Radiologia Medica, che è molto attivo come segretario regionale per la Campania e che di nuovo è intervenuto, sui temi inerenti la programmazione sanitaria durante i vari tavoli tecnici regionali.
- Dottor Bruno Accarino, partiamo dal punto più urgente: cosa significa, concretamente, “rischio di stop alle cure” per i pazienti oncologici campani?
Significa continuare a chiedere di erogare in assenza di adeguata copertura economica, un rischio che nn può essere sostenuto da qualsiasi impresa
2. Siamo ad agosto ed i contratti con le Asl non sono ancora stati firmati. Può spiegare cosa sta bloccando la programmazione 2026?
Molto semplice: a tutt ‘oggi la Regione non ha ancora elaborato alcun piano per il 2026 per tutto il comparto della sanità accreditata
3. Le strutture stanno lavorando con una proroga informale basata sui volumi 2025. Quanto è sostenibile questa situazione dal punto di vista economico e organizzativo?
Non è più sostenibile
In questo modo nessuno può programmare correttamente e c è il rischio che , come per il 2025, venga imposto un ingiustificato taglio delle remunerazioni a giochi già fatti
Mm si cambiano le regole del gioco a giochi fatti e finiti
4. Se la programmazione non dovesse arrivare entro agosto, quali sarebbero le conseguenze immediate per i pazienti?
Come già detto prima:
Il blocco delle prestazioni con tutte le immaginabili ricadute sulla salute della popolazione che nn vedrebbe più garantito in diritto costituzionale.
