(AGENPARL) - Roma, 6 Agosto 2026 - L'On. Fabio Porta (PD) ha presentato un'interrogazione a risposta scritta ai Ministri dell'Interno, degli Affari esteri e della cooperazione internazionale e del Lavoro e delle politiche sociali per chiedere al Governo di intervenire, anche sul piano amministrativo, al fine di rendere effettivamente praticabile il percorso previsto dal recente decreto-legge sulla cittadinanza per i discendenti di cittadini italiani residenti all'estero.
L'iniziativa parlamentare punta in particolare a introdurre uno specifico titolo di soggiorno per ricerca di lavoro o attesa occupazione destinato agli oriundi italiani provenienti da Paesi di storica emigrazione italiana, così da consentire un ingresso e un soggiorno in Italia coerenti con il requisito dei due anni di residenza richiesto dalla nuova normativa per la concessione della cittadinanza.
"Non si può chiedere ai figli dei nostri emigrati all'estero di radicarsi in Italia senza prevedere strumenti adeguati per farlo", ha dichiarato l'On. Fabio Porta. "La riforma – che continuo a ritenere sbagliata e che ho combattuto – rischia anche di illudere coloro che avevano creduto alla possibilità di ottenere il riconoscimento della cittadinanza a fronte di due anni di lavoro in Italia, come previsto dall'art. 1-bis, comma 2, del D.L. 36/2025. Almeno la si accompagni con misure concrete che favoriscano l'insediamento, l'iscrizione anagrafica e l'inserimento lavorativo di chi intende ricostruire un legame stabile con il nostro Paese".