(AGENPARL) - Roma, 5 Agosto 2026 - "In casi come questo, le valutazioni politiche o emotive non servono. Altrimenti si dicono inesattezze o, ancora peggio, nefandezze, come ha fatto il presidente Conte. Quando il Parlamento è chiamato a svolgere una funzione meramente giurisdizionale, deve decidere applicando esclusivamente il diritto, nel rispetto della Costituzione, delle pronunce della Corte costituzionale e delle norme del codice di procedura penale". Così il deputato di Forza Italia Davide Bellomo, capogruppo in Commissione Giustizia, intervenendo in dichiarazione di voto sul caso relativo alla richiesta della Procura di acquisire la corrispondenza dell'onorevole Delmastro. "La Consulta è chiarissima: la corrispondenza può essere acquisita solo attraverso un sequestro disposto nel rispetto di rigorosi presupposti di legge.
Occorrono il fumus commissi delicti, la pertinenza della cosa al reato, la necessità della misura, nonché il rispetto dei principi di determinatezza, proporzionalità e adeguatezza. Non sono formalità, ma garanzie poste a tutela di ogni cittadino. Dalla richiesta del pm, emerge invece con assoluta evidenza che non viene individuata una specifica comunicazione da acquisire, ma si chiede di estrarre copia integrale del contenuto del dispositivo nella mera eventualità che possano essere rinvenuti elementi utili alle indagini. Un'impostazione aberrante, che il nostro ordinamento non consente. Prima ancora di scomodare l'articolo 68 della Costituzione, occorreva quindi dire con chiarezza che la richiesta della Procura è indeterminata nell'oggetto, non dimostra la necessità probatoria delle singole comunicazioni e rinvia ad un momento successivo l'individuazione di ciò che potrebbe risultare utile.
Il mezzo di ricerca della prova non può trasformarsi in uno strumento di esplorazione della vita privata dei cittadini. Né tantomeno si può consentire l'acquisizione dell'intero patrimonio informativo e relazionale di un parlamentare senza una preventiva e rigorosa delimitazione dell'oggetto della ricerca. Vorrei inoltre richiamare l'attenzione su una contraddizione che negli ultimi anni si è ripetuta troppe volte: il garantismo viene difeso con forza quando riguarda i propri esponenti e diventa improvvisamente un ostacolo quando coinvolge gli avversari politici. È accaduto in vicende diverse, da Scarpinato al caso Open, e dimostra quanto sia pericoloso applicare le garanzie costituzionali a geometria variabile. Forza Italia ha sempre mantenuto la stessa posizione, anche quando è rimasta isolata.
Abbiamo difeso il garantismo non per tutelare una persona, ma perché crediamo che i diritti fondamentali, il giusto processo e il rigoroso rispetto delle regole sulla ricerca della prova costituiscano il fondamento dello Stato di diritto. Le garanzie non hanno colore politico: appartengono ai cittadini e rappresentano il limite che impedisce al potere di trasformarsi in arbitrio" ha concluso Bellomo.