(AGENPARL) - Roma, 2 Agosto 2026 - Eurostat rileva una lieve accelerazione dell’inflazione annuale nell’area euro. Crescono anche l’inflazione di fondo e i prezzi dei servizi, mentre la Lituania registra il livello più elevato tra gli Stati membri.
L’inflazione nell’Eurozona ha registrato una nuova accelerazione nel mese di luglio 2026, interrompendo la fase di stabilizzazione osservata nei mesi precedenti. Secondo la stima preliminare pubblicata da Eurostat, il tasso di inflazione annuale dell’area euro è salito al 2,9%, rispetto al 2,8% registrato a giugno, principalmente a causa del forte incremento dei prezzi dell’energia.
Il dato evidenzia come le pressioni inflazionistiche continuino a incidere sull’economia europea, nonostante i progressi compiuti negli ultimi mesi verso il ritorno all’obiettivo di stabilità dei prezzi perseguito dalla Banca Centrale Europea (BCE).
Energia principale motore dell’aumento
Secondo Eurostat, il principale fattore alla base della crescita dell’inflazione è stato il comparto energetico.
Nel mese di luglio, i prezzi dell’energia sono aumentati del 10% su base annua, confermandosi la componente più dinamica dell’indice generale dei prezzi al consumo.
Anche il settore dei servizi ha continuato a mostrare una crescita sostenuta, con un incremento del 3,3% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, segnale che le pressioni sui costi rimangono presenti anche nei comparti legati ai consumi interni.
Sale anche l’inflazione di fondo
L’istituto statistico europeo ha evidenziato inoltre un lieve aumento dell’inflazione di base (core inflation), l’indicatore che esclude le componenti più volatili, come energia e alimentari.
A luglio il tasso è salito al 2,5%, rispetto al 2,4% di giugno, indicando che le pressioni inflazionistiche restano diffuse anche al netto delle oscillazioni dei prezzi energetici.
L’inflazione di fondo rappresenta uno degli indicatori maggiormente osservati dalla BCE per valutare la persistenza dell’aumento dei prezzi e orientare le future decisioni di politica monetaria.
Le differenze tra i Paesi dell’Eurozona
I dati preliminari mostrano un quadro eterogeneo tra gli Stati membri dell’area euro.
La Lituania ha registrato il tasso di inflazione più elevato, pari al 5,6%, seguita da:
- Bulgaria: 4,1%;
- Cipro: 4%;
- Spagna: 3,8%.
All’estremo opposto della classifica si collocano invece:
- Estonia: 2%;
- Malta: 2,1%;
- Francia: 2,4%.
Le differenze riflettono le diverse dinamiche economiche nazionali, l’andamento dei mercati energetici e le specificità dei singoli sistemi economici.
Germania e Italia vicine alla media europea
Tra le principali economie dell’Eurozona, la Germania ha registrato un tasso d’inflazione del 2,8%, leggermente inferiore alla media dell’area euro.
L’Italia, invece, si è attestata al 2,9%, in linea con il dato complessivo dell’Eurozona.
L’andamento dei prezzi nei due maggiori Paesi dell’Unione monetaria sarà osservato con particolare attenzione nei prossimi mesi, considerato il loro peso nell’economia europea e il possibile impatto sulle future decisioni della BCE.
Le prospettive per la politica monetaria
Il lieve incremento dell’inflazione registrato a luglio conferma che il percorso verso una piena stabilizzazione dei prezzi rimane complesso.
Sebbene il livello dell’inflazione sia significativamente inferiore ai picchi raggiunti negli anni precedenti, la crescita dei prezzi dell’energia e il rialzo dell’inflazione di fondo indicano che persistono fattori di pressione sull’economia dell’Eurozona.
Le prossime rilevazioni economiche saranno quindi determinanti per valutare l’evoluzione dell’inflazione nei mesi successivi e per orientare le future decisioni della Banca Centrale Europea, chiamata a bilanciare il sostegno alla crescita economica con l’obiettivo di mantenere la stabilità dei prezzi nell’area euro.