(AGENPARL) - Roma, 27 Luglio 2026 - "Il viceministro Rixi continua a evitare il merito della riforma dei porti e preferisce attaccare le opposizioni. È una strategia che non può nascondere la realtà: le proposte del Partito Democratico ci sono, sono state presentate in Parlamento e il Governo le ha sistematicamente respinte.
Dov'era Rixi quando chiedevamo un maggiore coordinamento strategico da parte del Ministero, più tutele per i lavoratori portuali, maggiori investimenti sulla sicurezza, misure per accompagnare la transizione energetica e digitale del sistema portuale? Dov'era quando il Partito Democratico presentava una risoluzione organica sulla portualità, affrontando con tempestività proprio i nodi che oggi il Governo continua a eludere? E dov'era quando, in ogni provvedimento utile, abbiamo depositato emendamenti a difesa del lavoro portuale, puntualmente bocciati da una maggioranza che, dopo quasi quattro anni di governo, non ha ancora dato risposte concrete?
Il punto è che questa riforma presenta criticità profonde. Indebolisce le Autorità di sistema portuale, riduce il ruolo di Regioni e Comuni e sottrae ai territori fino al 25% delle risorse generate dai loro porti. Una scelta che penalizza chi ogni giorno contribuisce allo sviluppo del sistema logistico nazionale.
Altrettanto grave è ciò che manca. Nel testo non c'è una strategia per rendere più competitivi i porti italiani: non si parla di connessioni dell'ultimo miglio, nessuna visione sul rafforzamento del lavoro portuale, nessuna risposta alle sfide della competitività internazionale. E restano senza risposta domande fondamentali: perché una società per azioni, pensata come centrale di committenza e destinataria di risorse sottratte ai territori, che perdono rilevante potere decisionale nella pianificazione, dovrebbe essere lo strumento più efficace per programmare il futuro della portualità italiana? Come dovrebbero essere tutelati i territori se nel CDA della Porti d'Italia non ci sarà nemmeno un loro rappresentante mentre i comitati di gestione vedranno l'ingresso di rappresentanti della Spa e del Mit? Quali risposte pensa di dare a quelle regioni, strategiche per la portualita del nostro Paese, che hanno dato parere fortemente contrario alla riforma?
Il rischio concreto è l'esatto contrario: più burocrazia, meno autonomia dei territori e decisioni sempre più lontane dai porti e dalle comunità che li vivono.
Se il viceministro Rixi vuole davvero un confronto parlamentare, lo dimostri con i fatti. Il Partito Democratico presenterà emendamenti puntuali e di merito per migliorare una riforma che oggi appare sbagliata e priva di una visione strategica. Sarà il Governo a dover scegliere se aprire finalmente un confronto serio oppure confermare che il testo è stato scritto altrove e che al Parlamento viene chiesto soltanto di mettergli il timbro."
Così Valentina Ghio, e Ouidad Bakkali deputate della Commissione Trasporti , replicano alle dichiarazioni del viceministro Edoardo Rixi rilasciate al Secolo XIX sulla riforma dei porti
Roma, 27 luglio 2026