(AGENPARL) - Roma, 21 Luglio 2026 - l'unità del Servizio Sanitario Nazionale *
"Votiamo contro un'autonomia indifferenziata e non finanziata. È un voto
contro il tentativo di trasformare una questione istituzionale
delicatissima in uno strumento di propaganda. Ed è, soprattutto, un voto a
difesa dell'unità del Servizio sanitario nazionale e dell'uguaglianza tra i
cittadini".
Lo ha detto Fabrizio Benzoni, vicecapogruppo di Azione alla Camera,
intervenendo nell'Aula di Montecitorio in dichiarazione di voto sugli
schemi di intesa preliminare tra governo nazionale e alcune Regioni sulla
concessione di ulteriori forme di autonomia.
"Oggi non dobbiamo scegliere – ha proseguito Benzoni – tra essere
autonomisti o centralisti, amici o nemici della Lombardia. Noi non abbiamo
un'opposizione ideologica all'autonomia prevista dalla Costituzione; ma non
possiamo accettare che venga ridotta a una bandiera politica o a una
compensazione da offrire alla Lega alla fine della legislatura. L'autonomia
non si misura dal numero delle competenze trasferite. Le proposte relative
a Liguria, Lombardia, Piemonte e Veneto sono sostanzialmente
sovrapponibili. Se quattro regioni manifestano la stessa esigenza e
chiedono le medesime competenze probabilmente siamo davanti a un'esigenza
comune a cui si dovrebbe rispondere con una riforma valida per tutte le
regioni. Il Servizio sanitario nazionale è già oggi profondamente
frammentato. Noi vogliamo che la Lombardia possa assumere il personale
necessario e possa garantire servizi migliori. Ma non possiamo accettare
che avvenga indebolendo altre parti del Paese e alimentando una
competizione interna a un sistema che dovrebbe rimanere nazionale e
universalistico. Trasferire un potere da Roma a Milano non significa
automaticamente avvicinarlo ai cittadini. Dobbiamo ricostruire una
responsabilità nazionale sui diritti essenziali. Lo Stato deve garantire in
maniera uniforme ciò che riguarda la dignità della persona, a partire dalla
salute. Le regioni devono amministrare, programmare e organizzare i servizi
all'interno di regole comuni. La Lombardia ha bisogno di liste d'attesa più
brevi, trasporti migliori, servizi territoriali efficienti, personale
sanitario sufficiente e istituzioni capaci di assumersi fino in fondo le
proprie responsabilità. Su nessuno di questi obiettivi le pre-intese
forniscono garanzie concrete".
