(AGENPARL) - Roma, 21 Luglio 2026 - Il disegno di legge A.S. 1700 interviene su due ambiti distinti ma strettamente collegati: l’illuminazione pubblica e l’efficientamento energetico del patrimonio edilizio della Pubblica Amministrazione. Il testo nasce dall’esigenza di aggiornare la normativa nazionale alla luce degli obiettivi europei di riduzione dei consumi e delle emissioni, in particolare quelli fissati dal pacchetto “Fit for 55” e dalla direttiva 2023/1791 sull’efficienza energetica, che impone agli Stati membri una diminuzione progressiva del consumo energetico degli edifici pubblici e una quota obbligatoria di ristrutturazioni annuali.
Sul piano normativo, il ddl definisce criteri tecnici per la sostituzione dei sistemi di illuminazione pubblica, stabilendo che i Comuni debbano adottare tecnologie LED ad alta efficienza, sistemi di regolazione automatica del flusso luminoso e infrastrutture predisposte per l’integrazione con reti intelligenti. L’illuminazione pubblica viene riclassificata come servizio energetico essenziale, con obbligo di pianificazione triennale e con la possibilità di ricorrere a contratti di rendimento energetico (EPC) per finanziare gli interventi senza aumentare la spesa corrente. Il testo introduce inoltre un sistema di monitoraggio dei consumi, affidato a ENEA, che deve raccogliere i dati e verificare il rispetto degli standard minimi di efficienza.
Per quanto riguarda gli edifici pubblici, il ddl stabilisce che le amministrazioni centrali e locali debbano adottare piani di riqualificazione energetica coerenti con gli obiettivi europei, con interventi che includono isolamento termico, sostituzione degli impianti di climatizzazione, installazione di sistemi di gestione intelligente dell’energia e integrazione di fonti rinnovabili. Il provvedimento richiama esplicitamente gli obblighi della direttiva europea, prevedendo che ogni anno venga riqualificato almeno il tre per cento della superficie utile degli edifici della PA, con priorità agli immobili più energivori. Le procedure autorizzative vengono semplificate, con un percorso accelerato per gli interventi che non modificano la volumetria degli edifici e con la possibilità di utilizzare fondi PNRR, coesione e contratti di partenariato pubblico-privato.
Durante le audizioni, operatori come City Green Light, Hera, Utilitalia ed ENEA hanno fornito dati tecnici e proiezioni sui risparmi energetici ottenibili. Le società di gestione dell’illuminazione pubblica hanno evidenziato che la sostituzione completa dei corpi illuminanti con LED può ridurre i consumi fino al cinquanta per cento, mentre ENEA ha sottolineato che la digitalizzazione delle reti, attraverso sistemi di telecontrollo e smart grid, permette ulteriori riduzioni e una gestione più efficiente dei picchi di domanda. Utilitalia ha richiamato la necessità di standard tecnici uniformi per evitare frammentazioni tra Comuni e garantire interoperabilità delle infrastrutture.
Il ddl A.S. 1700 si colloca quindi come norma di raccordo tra obblighi europei, esigenze di modernizzazione della PA e necessità di ridurre la spesa energetica pubblica. La sua approvazione definirebbe un quadro stabile per gli investimenti in illuminazione intelligente e riqualificazione degli edifici, con un impatto diretto sulla riduzione dei consumi e sulla capacità dei Comuni di accedere a finanziamenti e partenariati. Come sempre, ti suggerisco di verificare gli aggiornamenti direttamente sul sito del Senato.