(AGENPARL) - Roma, 21 Luglio 2026 - Prosegue senza sosta la mobilitazione dei cittadini albanesi contro il progetto di investimento previsto nell’area costiera di Zvërnec. La protesta, giunta al suo 51° giorno consecutivo, si è ormai trasformata in un più ampio movimento di contestazione politica e sociale, con richieste che vanno ben oltre la tutela del territorio.
Anche oggi centinaia di manifestanti si sono radunati in piazza Skënderbej, nel centro di Tirana, per poi sfilare lungo il viale “Dëshmorët e Kombit” fino all’ufficio del Primo Ministro, dove si sono susseguiti interventi e discorsi pubblici.
Se inizialmente la mobilitazione era nata per contestare il progetto turistico previsto a Zvërnec, oggi le rivendicazioni comprendono le dimissioni del primo ministro Edi Rama, del governo e il rinnovamento dell’intera classe politica che, secondo i manifestanti, guida il Paese da oltre trent’anni.
Tra gli slogan esposti durante il corteo figurano anche la richiesta di abrogare le modifiche alla legge sulle aree protette, una riforma del sistema elettorale e la fine di quello che i promotori definiscono il “vecchio establishment politico”.
Le testimonianze dei manifestanti
Durante la manifestazione sono intervenuti diversi cittadini per raccontare le proprie preoccupazioni.
Un partecipante ha richiamato il tema delle proprietà confiscate durante il regime comunista, sostenendo che molte famiglie attendono ancora un adeguato risarcimento.
«Ci avevano promesso un indennizzo per le proprietà, soprattutto quelle sulla costa. Se non possono restituircele, almeno dovrebbero garantire un risarcimento dignitoso», ha dichiarato.
Un altro manifestante ha espresso preoccupazione per il fenomeno dello spopolamento dell’Albania, sostenendo che molti cittadini lasciano il Paese in cerca di migliori opportunità.
Le richieste del movimento
Nel corso della protesta è intervenuto anche Emiljando Kita, attivista del movimento Together, che ha sottolineato le difficoltà economiche affrontate da lavoratori, pensionati e imprese.
«Molti lavoratori affrontano condizioni precarie e salari molto bassi, mentre pensionati, agricoltori e allevatori vivono una situazione sempre più difficile. Questa protesta rappresenta una speranza e dimostra che il cambiamento è possibile», ha affermato.
Secondo gli organizzatori, la mobilitazione proseguirà anche nei prossimi giorni fino a quando il governo non prenderà in considerazione le richieste avanzate dal movimento.
La protesta contro il progetto di Zvërnec si conferma così una delle più longeve manifestazioni degli ultimi anni in Albania, assumendo progressivamente i contorni di una più ampia contestazione delle politiche economiche, ambientali e istituzionali del Paese.