(AGENPARL) - Roma, 16 Luglio 2026 - «L'approvazione in prima lettura della riforma della legge elettorale alla Camera non risolve nessuno dei problemi che esistono nel nostro sistema e non restituisce in alcun modo la possibilità per gli elettori di scegliere chi li rappresenta ".
Così il deputato del Partito Democratico Gian Antonio Girelli, che ricorda anche che il PD è favorevole " alle preferenze vere, non alle operazioni di propaganda. L'emendamento presentato dalla maggioranza e bocciato dall'Aula non introduceva , infatti, una reale libertà di scelta, ma lasciava intatto il sistema dei candidati di fatto nominati dai partiti. Inoltre, quell'emendamento, respinto ma che comunque resta significativo cancellava anche il principio della parità di genere nelle liste elettorali, facendo compiere un passo indietro alla qualità della nostra democrazia con un arretramento culturale prima ancora che normativo. In un Paese nel quale esiste ancora una evidente questione femminile, la politica dovrebbe rafforzare gli strumenti che favoriscono una rappresentanza equilibrata, non indebolirli "
"Inoltre – prosegue Girelli – appare paradossale l'insistenza della maggioranza sul premio di maggioranza. Lo chiede un Governo che rivendica ogni giorno di essere destinato a diventare il più longevo della storia repubblicana. Se davvero la stabilità è già garantita dai fatti, perché c'è bisogno di alterare ulteriormente la volontà degli elettori con un premio artificiale? La stabilità è un valore, ma non può essere costruita comprimendo la rappresentanza.
Ora il provvedimento passa al Senato. Mi auguro che Palazzo Madama possa svolgere pienamente il proprio ruolo costituzionale, senza essere considerato un semplice luogo di ratifica di decisioni già assunte altrove. Proprio per questo sorprende che il Presidente del Senato intervenga nel merito della legge elettorale e delle sue possibili modifiche con valutazioni che appartengono al confronto politico. Chi ricopre la seconda carica dello Stato dovrebbe anzitutto garantire l'autonomia dell'istituzione che presiede e il pieno rispetto del ruolo del Parlamento " .
"Le regole del gioco democratico – conclude Girelli – non possono essere scritte a colpi di maggioranza né piegate alle convenienze del momento. Una buona legge elettorale dovrebbe nascere dal confronto più ampio possibile e restituire ai cittadini ciò che oggi ancora manca: il diritto di scegliere davvero i propri rappresentanti".